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L’Italia di Draghi come l’Afghanistan dei talebani

Molto si è detto sulla vergognosa e caotica fuga delle truppe occidentali dall’Afghanistan e molto si è detto sulla grave situazione della sicurezza in quel paese dove sono state subito applicate regole tipiche di un regime islamico.
Ci siamo stupiti ed allarmati per quanto succede in Afghanistan ma la situazione italiana, dove un banchiere, definito dal compianto presidente Cossiga “un vile affarista”, si è imposto al governo della Repubblica per la viltà di una classe politica arruffona, incapace e interessata ai propri privilegi, appare molto più grave sia sotto il profilo dei diritti costituzionali che della sicurezza e della sanità pubblica..
Draghi non ci ha messo molto a imporre il suo modus operandi a un governo che esiste solo di nome perché è chiaro a tutti che lui decide e gli altri approvano, mentre il Parlamento fa da notaio.
Questa follia politica sta mettendo in ginocchio l’Italia. I diritti costituzionali sono ormai solo patrimonio storico, la crisi economica si aggiunge a quella sociale e la politica è incapace di un’inversione di tendenza, incapace di una seria azione politica.
947 senatori e deputati che pendono dalle labbra di Draghi, incuranti della violazione dei più elementari diritti costituzionali e incapaci di dare un senso alla loro presenza in parlamento e di giustificare gli alti stipendi e i privilegi di cui godono.
L’ultimo DPCM ha raggiunto il limite della follia. I talebani hanno molto da imparare dall’Italia, che da repubblica è diventata un emirato con un solo uomo al comando.
Nella follia di regole assurde, incoerenti e inefficaci che sembrano più dettate per imporre una dittatura non sanitaria ma politica, parlamentari e ministri non hanno fatto nulla, o nulla hanno saputo o potuto  fare, per contrastare Draghi e imporgli una gestione coerente ed efficace della crisi.
Eppure, a lui, senza aver mai fatto nulla per combattere la crisi sanitaria ed economica, si attribuisce la ripresa dell’economia e si pensa addirittura di elevarlo al “trono” quirinalizio.
Ma il “salvatore” imposto dal Quirinale è per la politica l’uomo dietro cui nascondere viltà ed incapacità politiche, ma non ha fatto nulla per rendere sicure le scuole, nulla per i trasporti, nulla per la sanità. Ha semplicemente creato il passaporto sanitario e inseguito la pandemia con inutili norme coercitive che hanno prodotto solo gravi danni all’economia e alla vita sociale dei cittadini.
Inoltre si può ipotizzare che l’aumento esponenziale del numero dei contagiati sia una conseguenza delle gravi e false dichiarazioni fatte da Draghi il 22 luglio 2021, quando disse in diretta televisiva che chi aveva il passaporto sanitario poteva tranquillamente andare al ristorante o al bar perché incontrava solo persone non infette e non contagiose.
Oggi Draghi, che pensa al Quirinale,  dice al popolo italiano quali sono i beni di prima necessità che può acquistare e stabilisce per decreto cosa si può fare e cosa no e stabilisce che membri del parlamento “positivi” al covid possono tranquillamente uscire da casa, viaggiare verso Roma per poter “votare” il nuovo presidente, mentre il pensionato, NON positivo, non può andare a ritirare la pensione senza il certificato di vaccinazione. .
Loro possono, Draghi ha deciso così. Come diceva Sordi nel suo film “Il Marchese del Grillo” … io sono io e voi non siete un c…..zo”.
I membri del partito “Alternativa c’è” sono sul piede di guerra: “comprare solo beni primari al supermercato, ma senza i soldi della pensione, perché senza il pass verde dal primo febbraio in Draghistan non potrà andare a ritirarlo alle poste o allo sportello della sua banca” è una follia. Il Dpcm che il premier ha appena firmato è l’apoteosi della follia segregazionista in cui è caduto il nostro paese. Draghi ha superato il limite e va mandato a casa” è la nota infuocata dell’ex grillino.
La leader di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni,  è più esplicita: è un delirio. Neanche nell’ Afghanistan dei talebani.
Già, i talebani hanno molto da imparare dall’emirato di Draghi.

Ms