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Israele. Quella 14enne indottrinata dai libri di scuola che aveva nella cartella

  Il nazionalismo palestinese e il suo barbaro terrorismo – in Libano, nella striscia di Gaza, a Gerusalemme, in Israele – suscitano più disprezzo che indignazione

Un fermo immagine del video di una telecamera di sicurezza in cui si vede la 14enne che si guarda attorno un attimo prima di sferrare l’aggressione all’arma bianca contro una madre che accompagnava i figli a scuola

Di Dan Schueftan – L’esplosione avvenuta una settimana fa di un deposto di munizioni nascoste in una moschea nel campo palestinese di Burj Shamali [1] in Libano getta luce ancora una volta sulla natura barbara della lotta palestinese contro Israele.  Qui non abbiamo a che fare con una legittima lotta nazionale che occasionalmente comprende metodi inaccettabili. Qui abbiamo a che fare con una strategia interamente costruita sull’approfittare di un popolo che cerca di non colpire bambini, civili innocenti, scuole, luoghi di culto, ad opera di individui che professano valori esattamente opposti. Il problema non sono solo i terroristi, ma tutti i membri della società che trasformano questa teppaglia in eroi palestinesi, ed educano le prossime generazioni a emulare il loro comportamento disumano.

La lotta palestinese mette costantemente Israele di fronte a una scelta spietata: consentire l’assassinio di bambini e civili ebrei per evitare di colpire una moschea o una scuola palestinese dove sono immagazzinati missili, oppure rischiare di uccidere bambini arabi e fedeli musulmani nello sforzo di impedire quegli omicidi? Come il barbaro regime di Teheran, che mandava i suoi figli a saltare in aria nei campi minati per sgombrare il passaggio ai suoi soldati, allo stesso modo i palestinesi usano i loro figli come armi. È così che a una quattordicenne residente di Sheikh Jarrah è stato fatto il lavaggio del cervello fino a spingerla a tentare di uccidere una madre ebrea [2] del suo quartiere che stava accompagnando i figli a scuola. L’adolescente contava sul fatto che l’assassinio l’avrebbe trasformata in un’eroina palestinese e che avrebbe garantito alla sua famiglia uno stipendio regolare da parte dall’Autorità Palestinese, gentile omaggio dei paesi europei donatori. Nella sua cartella, la 14enne portava libri di testo scolastici [3] che incitano alla violenza contro ebrei e israeliani, quei testi che sono regolarmente utilizzati per l’indottrinamento nel sistema educativo palestinese e nel discorso pubblico nella società palestinese. Anche questi sponsorizzati dall’Europa.

Un fermo immagine del video di una telecamera di sicurezza in cui si vede la 14enne che si guarda attorno un attimo prima di sferrare l’aggressione all’arma bianca contro una madre che accompagnava i figli a scuola

L’attività terroristica in Libano è guidata dai capi di Hamas che attualmente risiedono in Turchia sotto gli auspici del presidente Recep Tayyip Erdogan, che recentemente ha iniziato a fingere di voler migliorare i rapporti con lo stato ebraico. In Israele, non mancano parlamentari arabi che abbracciano i terroristi scarcerati. La scorsa settimana, la loro ipocrita preoccupazione per i diritti umani si è concentrata sulla morte di un terrorista palestinese, fingendo di ignorare che aveva appena tentato di assassinare a sangue freddo [4] un cittadino ebreo innocente (e gli agenti accorsi per fermarlo).

La distorsione della lotta nazionale palestinese non si riflette solo nei suoi metodi, ma anche nei suoi obiettivi. Proclamano all’Occidente che il loro obiettivo è stabilire uno stato accanto a Israele, ma intanto continuano a dire ai palestinesi e agli arabi israeliani che bisogna negare ogni legittimità allo stato ebraico.

Il nazionalismo palestinese e il suo barbaro terrorismo – in Libano, nella striscia di Gaza, a Gerusalemme, in Israele – suscitano più disprezzo che indignazione. I nemici possono essere rispettati, anche in tempo di guerra. Ma il nemico che non si cura della vita dei suoi stessi figli e della santità dei suoi luoghi di culto e che celebra l’assassinio di vicini innocenti non merita altro che disprezzo, e non si può immaginare di dotarlo degli strumenti sovrani che un popolo assennato usa per costruirsi uno stato. Sulla base della storia del nazionalismo palestinese, li userebbe solo per uccidere e diffondere il terrore.

(Da: Israel HaYom, 14.12.21)