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Militari  e il certificato vaccinale. Il personale rischia sei mesi di carcere per allontanamento illecito (art 147 cpmp)

Che il certificato vaccinale sia stato introdotto in modo assolutamente caotico e senza tenere conto delle gravi problematiche che possono derivare a carico dei lavoratori sembra dimostrato dalla situazione in cui da oggi possono trovarsi  i militari che sono soggetti al Codice Penale. 
Infatti, come denuncia il Sindaco dei Militari, il Ministero della Difesa – Direzione Generale del Personale Militare, a firma del vice Direttore Generale, Brig. Gen. C.C.r.n. Massimo CROCE, con nota del 14 ottobre, ha disposto che “L’assenza ingiustificata è oggetto di apposita annotazione matricolare mediante la seguente dicitura “assente ingiustificato dal servizio, ai sensi dell’art. 9-quinquies al Decreto-Legge 22 aprile 2021, n. 52, convertito con modificazioni dalla Legge 17 giugno 2021, n. 87”, indicando il periodo di inizio e termine.” (punto 2, lett. e.).

Il sindacato denuncia che la disposizione equivale a una illegale schedatura permanente del personale sprovvisto del famigerato Green Pass, atteso che i documenti matricolari raccolgono tutte le informazioni riguardanti il dipendente dalla data dell’arruolamento alla data del congedo e seguono lo stesso in ogni suo trasferimento di sede.

Secondo il Sindacato, stravolgere il senso delle norme, prevaricare i diritti dei lavoratori, sono gli allarmanti segnali che ci fanno temere l’avvio delle istituzioni democratiche verso una pericolosa deriva negazionista e autoritaria. L’avversione e il pregiudizio che i vertici militari e buona parte delle istituzioni parlamentari stanno dimostrando nei confronti dei diritti tutelati dalla Costituzione e delle libere scelte esercitate dai cittadini in tema di cure mediche è ormai fin troppo evidente e non è più tollerabile in uno stato di diritto.

Per questi motivi, nell’evidenza di una pericolosa violazione delle disposizioni in materia di privacy messa in atto dalla Direzione Generale per il Personale Militare il Segretario Generale Luca Comellini  ha  dato mandato agli avvocati Alessandra Guarini del Foro di Biella, Piero Santantonio del Foro di Forli-Cesena e Giulio Murano del Foro di Roma, per interessare le competenti Autorità Giudiziarie e lo stesso Garante per la protezione dei dati personali in merito alla sussistenza di ipotesi di reato configurabili nella citata disposizione.

Al di là di quanto giustamente denunciato dal Sindacato dei Militari , c’è da aggiungere che il governo ha totalmente dimenticato che il  militare è sottoposto al Codice Penale militare.
Secondo quanto prescrivono i commi 1 e 2 dell’art. 147 del c.p.m.p) Codice Penale Militare di Pace, il militare che si assenta dal servizio per un periodo da 1 a 5 giorni ,ingiustificatamente,  è punibile con la reclusione fino a sei mesi.
Grave che il governo della Repubblica non abbia valutato con la dovuta attenzione i rischi della particolare condizione dei  lavoratori militari.
Il rischio è grande. La situazione può facilmente sfuggire  di mano. L’iscrizione nel foglio matricolare dell’allontanamento illecito , non lascerebbe dubbi sulla possibile interpretazione.
E’ necessario e doveroso che il governo intervenga con immediatezza per eliminare questa mannaia posta sulla testa dei militari che, per motivi personali, liberamente non si vaccinano non essendo obbligati a farlo per legge.

Michele Santoro