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Chiuso il Ristorante Assud. Ricade in area protetta dello Stagnone

Chiusura obbligata, ma l’Amministrazione ora ha l’obbligo di legge di verificare e intervenire nei confronti di  quanti, troppi,  lungo la costa dello Stagnone, sia in area di pre riserva che di riserva, esercitano l’attività di somministrazione di bevande ed alimenti, sia veicolare che stanziale.

Si chiude, dopo 6 anni, una lunga controversia che riguarda il caso del Ristorante ASSUD di Contrada Spagnola, che insiste nell’area di pre-riserva e soggetta a vincoli.
Sulla questione si sono sollevate polemiche e critiche nei confronti dell’Amministrazione comunale. Il web, come al solito si è scatenato pur non conoscendo i fatti e schierandosi senza se e senza ma verso una delle due parti.
Oggi cerchiamo di fare chiarezza dopo aver preso conoscenza dei documenti e degli atti giudiziari che sono pubblici. La problematica ha inizio nel 2016 quando dopo  che da oltre due anni la precedente struttura aveva cessato l’attività, la Società  sas “Edone” ha ottenuto dal Comune di Marsala “l’autorizzazione alla somministrazione al pubblico di alimenti e bevande di tipologia “A” per il ristoro veicolare, titolo concernente un immobile ricadente in zona B della Pre-riserva accedente la Riserva Naturale Orientata (R.N.O.) “Isole dello Stagnone” di Marsala. Ciò, in violazione del’art 3.2 del Regolamento di Gestione dello Stagnone che cita al comma “3.2  Nell’area di protezione della riserva (preriserva), fatte salve le norme di cui al successivo art. 4, è consentito: a)  esercitare le attività agricole e zootecniche esistenti (purché condotte a livello di impresa agricola e di insediamenti civili ai sensi della normativa antinquinamento) ed effettuare mutamenti di colture nell’ambito delle coltivazioni tradizionali della zona, in considerazione delle esigenze proprie dei cicli colturali. Eventuali trasformazioni di tipo diverso, che possono modificare il paesaggio agrario caratteristico della zona o che comportino movimenti di terra, devono essere sottoposte a un preventivo nulla osta dell’ente gestore”.
Da qui il ricorso al TAR di un cittadino che ha abitazione proprio a ridosso della strutture “Ristorante ASSUD” anche se c’è da capire cosa intenda il Comune di Marsala per “ristoro veicolare”.
Il TAR con la sentenza del 2848/2019 accoglieva il ricorso per violazione delle norme di legge e del Regolamento della Riserva approvato con D.A. 24.5.2000 e pubblicato sulla G.U.R.S. 45 del 15.9.2000.
Da qui nasce il problema e l’impossibilità per il ristoratore di poter esercitare l’attività.
La società sas Edonè nel suo ricorso al TAR e al successivo appello al C.G.A. Sicilia (Il Consiglio di Stato esclusivo per la Sicilia) con sentenza n. 842/00, riteneva a torto secondo la giustizia amministrativa, la continuità dell’autorizzazione rilasciata al precedente gestore prima dell’entrate in vigore delle nuove e più restrittive norme.
Tesi questa non accolta da TAR e CGA in quanto illogica poichè non esiste alcuna continuità tra le due attività stante il fatto che l’autorizzazione in questione è stata revocata dal Comune di Marsala nel 2014, ovvero, ben prima dell’inizio della nuova attività.
A seguito della sentenza di appello l’Amministrazione Comunale disponeva con Ordinanza Sindacale n. 86 del 13/10/2020 la chiusura dell’attività di somministrazione sopra citata.

Successivamente, la Edonè inoltrava richiesta di autorizzazione in data 13/5/2021 unitamente alla SCIA Sanitaria, di cui chiedeva, in data 11/6/2021 l’archiviazione. Lo stesso giorno presentava SCIA dichiarando però, secondo quanto emerge dall’Ordinanza, che l’attività si trovava in area non protetta.
In data 15/06/2021 con prot. n. 52754 lo S.u.a.p. ha dichiarato irricevibile la succitata SCIA  amministrativa e sanitaria in quanto trattasi di domanda di autorizzazione alla somministrazione ai sensi dell’art. 64 D.Lgs 59/2010 e art. 19 comma 1 Legge 241/90, in quanto l’immobile ricade all’interno della Zona B della Riserva Naturale Orientata (R.N.O.) “Isole dello Stagnone” di Marsala.
Tecnicamente l’attività non sarebbe dovuta iniziare e l’Ordinanza del 5/7/2021 non è altro che la conseguenza anche di tre verbali redatti da agenti della Polizia Municipale n. 28/2020 del 28/05/2021, n. 29/2020 del 05/06/2021, n. 18/2021 del 19/06/2021 che hanno accertato che la ditta Edonè Sas esercitava l’attività di somministrazione al pubblico di alimenti e bevande di tipologia A ristorante senza la prescritta Autorizzazione Amministrativa.
Secondo quanto abbiamo appreso da fonti vicine all’Amministrazione, il Dirigente della Polizia accompagnato da due agenti si era recato nella struttura all’ora di pranzo il giorno 11 Luglio ed aveva accertato la chiusura.
Nel tardo pomeriggio un esposto di un cittadino ha fatto scattare un nuovo intervento e la conseguente eclatante chiusura che, ad onor di verità, non è conseguente a volontà del Comando di Polizia Municipale che, dopo un esposto non poteva esimersi da un intervento immediato.
Anche il Sindaco Massimo Grillo con un suo comunicato ha chiarito che il Comune non poteva esimersi dall’ottemperare ad una sentenza. Se non lo avesse fatto avrebbe violato la legge.
Certo un caso che fa scalpore ma che dovrebbe fare scuola. La zona dello Stagnone è area protetta e le norme vanno rispettate, ma come abbiamo scritto nell’incipit del nostro reportage, l’Amministrazione ha ora il dovere, ineludibile, di far applicare le norme di legge lungo tutta la costa dello Stagnone.

Michele Santoro