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La guerra per procura di Hamas

Yahya Sinwar

Gli ultimi avvenimenti in Medio Oriente sono stati liquidati da molti come l’ennesima provocazione dei terroristi di Hamas che avrebbero preso lo spunto dai fatti del borgo di Sheikh Jarrakh in realtà ha motivazioni più complesse e pericolose.
Dietro Hamas c’è Erdogan, l’Iran e il Qatar che vogliono cancellare lo stato di Israele.
Un progetto quello del rais turco che potrebbe paradossalmente, se realizzato, far esplodere un conflitto fratricida tra Iran e la Turchia desiderosa di far rinascere i fasti dell’impero ottomano.
Erdogan parla di “Esercito dell’Islam” , finanziato da Turchia, Iran e Qatar , a cui dovrebbero partecipare il Pakistan e l’Afghanistan e  spacciato come l’inizio del “risveglio” islamico, ma gioca una partita con carte truccate perché il suo obiettivo non coincide con gli interessi dei paesi chiamati a far parte dell’alleanza.
Sunnniti e sciiti, divisi da secoli, da qualche tempo stanno cercando non apertamente di parlarsi, ed il grande tessitore è proprio la sirena turca. Il rais sta sapientemente cercando di far dialogare  mussulmani sciiti e sunniti spingendoli verso l’unione dell’Islam. Ma il suo  obiettivo è ricostituire l’impero ottomano e Gerusalemme è il suo obiettivo principale.
In questo quadro appare molto vicino alla realtà l’ipotesi che l’attacco terroristico e criminale di Hamas  sia stato pilotato proprio dal rais turco per valutare le difese aeree di Israele.
Se così fosse, i dati acquisiti dicono che Iron Dome si è dimostrato un sistema di difesa molto efficace abbattendo oltre il 94% dei razzi e quindi Erdogan e l’Iran che inneggiano alla vittoria dei terroristi, hanno ben poco da festeggiare. Inoltre, la precisione chirurgica degli attacchi aerei della IAF sono un monito molto chiaro a chi ha mire su Gerusalemme.
Erdogan deve considerare che  i razzi lanciati da Hamas hanno fornito all’IDF dati molto importanti per migliorare il sistema di difesa aerea così da farlo diventare una barriera invalicabile.
Erdogan e l’Iran ci hanno provato. In modo cinico e crudele come sanno fare. Hanno perso e ora inneggiano alla vittoria.
La gente di Gaza, grande prigione a cielo aperto ,  ha pagato un duro prezzo per le mire di Turchia e Iran. Ma i carcerieri indossano la kefiat, si nascondono nei tunnel e si arricchiscono sulle spalle della popolazione.
Ora la tregua. Ma quanto durerà ?  Yahya Sinwar, capo di Hamas, ritornato dal suo rifugio iraniano, dopo la tempesta è tornato a minacciare Israele.
Oltre al “documento fondativo di Hamas, le dichiarazioni di Sinwar , pronunciate nel 2019 , sono significative:
“ Questo conflitto finirà solo con la rimozione dell’occupazione da tutte le nostre terre occupate, e non prima di tornare a Gerusalemme e pregare nelle piazze della moschea di Al-Aqsa liberata e purificata, ad Allah piacendo. Abbiamo allattato questo spirito dalle nostre madri. Le nostre madri allattano questo spirito ai loro bambini insieme al latte. Questo conflitto finirà solo con la rimozione dell’occupazione da tutto il nostro suolo sacro”.
Uno sconfitto sicuramente c’è. E’ Maḥmūd ʿAbbās, alias Abū Māzen e tutta la dirigenza dell’Autorità palestinese. Hamas si propone come unico soggetto difensore della causa.

Ms