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Distretto Turistico Sicilia Occidentale. Tra ipotesi di conflitti di interesse e bilanci non pubblicati

Massimo Grillo

Ritorniamo dopo qualche tempo sul  Distretto turistico Sicilia Occidentale perché è in atto una vera e propria diatriba tra la presidenza del DTSO e il Comune di Marsala che ancora oggi non ha liquidato la quota di 180.000 euro, per i programmi della Fondazione di cui però non sembra aver mai presentato ha alcun articolato progetto  né i costi delle singole operazioni.
E questo sembra evincersi anche dalla nota dell’8 Febbraio 2021, che il Distretto ha inviato all’Amministrazione Comunale di Marsala che aveva chiesto di avere copia dei progetti con l’indicazione dei costi.
Nella nota si legge  “La vostra richiesta di documentazione giustificativa “necessaria” per procedere al versamento della quota 2019 appare pertanto infondata se non addirittura pretestuosa” .
Si parla di accordi “in parola” con il sindaco Di Girolamo, ma senza alcun documento giustificativo e si afferma che “ … le azioni di promozione della destinazione turistica che saranno poste in futuro (sic)  si basano su quanto è stato o sarà realizzato utilizzando la dotazione organica del primo anno” .
Una affermazione che lascia perplessi.
Se è stato realizzato qualche progetto perché  mai non rendicontare ? Per progetti da effettuare perché non presentare, come prassi, un documento programmatico corredato di costi e obiettivi ?
Un ente pubblico  può impegnare somme sulla base di “linea guida” ma ha il dovere di documentarlo e la liquidazione va rendicontata.
Non risulta che l’ente pubblico possa finanziare fondazioni o enti privati a fondo perduto senza giustificare singoli interventi promozionali effettuati da soggetti pubblici o privati..
L’importo richiesto non sembra imputarsi a quota associativa ma a vero e proprio  finanziamento per programmi che la Fondazione attuerebbe in piena autonomia. Nel caso si trattasse di quota “associativa”,  finalizzata alla copertura delle spese fisse e di gestione del Distretto approvate in sede di assemblea in sede di previsione,  fissa e stabilita in sede di adesione alla associazione/fondazione, ciò avrebbe una giustificazione contabile per l’ente comunale, mentre per i progetti, le manifestazioni e  le attività promozionali o le spese  vanno documentate e rendicontate di volta in volta e progetto per progetto.
E a proposito di trasparenza va ricordatuno che il  Decreto Legislativo 14/03/2013, n. 33, prescrive la pubblicazione del bilancio annuale per quelle fondazioni che ricevono fondi pubblici; cfr. Art. 22 – Obblighi di pubblicazione dei dati relativi agli enti pubblici vigilati, e agli enti di diritto privato in controllo pubblico, nonche’ alle partecipazioni in societa’ di diritto privato.
L’art.1, comma 125 della legge n. 124 del 2017, stabilisce che entro il 30 giugno di ogni anno, associazioni, fondazioni e Onlus sono tenuti alla pubblicazione di alcuni dati concernenti i rapporti finanziari con la pubblica amministrazione.

I soggetti interessati: associazioni, fondazioni e Onlus

L’obbligo in questione si applica anzitutto alle associazioni, alle fondazioni e alle Onlus che hanno ricevuto sovvenzioni, sussidi, vantaggi, contributi o aiuti, in denaro o in natura, non aventi carattere generale e privi di natura corrispettiva, retributiva o risarcitoria, pari o superiori a 10.000 euro, da parte: delle pubbliche amministrazioni (art.1, c.2, del Decreto legislativo 30 marzo 2001, n.165);
dei soggetti (art.2-bis del Decreto legislativo 14 marzo 2013, n.33).
Le informazioni da pubblicare devono essere pubblicate in modo schematico e comprensibile per il pubblico, individuando come necessarie le seguenti voci:

L’Osservatorio Sicilia/Mondo e Dintorni ha chiesto alla Fondazione, senza ottenerlo, il bilancio societario e non risulterebbe che finora lo abbia mai pubblicato.
Tutto ciò appare quantomeno anomalo, così come appare strano nessuno sollevi perplessità sul conflitto di interessi che coinvolgerebbe alcune persone.
Il Presidente Rosalia D’Alì oltre che ricoprire la presidenza della Fondazione Distretto Turistico Sicilia Occidentale, è assessore al Turismo e alla Cultura del Comune di Trapani e Amministratore Unico della Società Ada Comunicazioni.
Secondo il Sindaco di Trapani, Tranchida, all’epoca dei fatti contattato telefonicamente, non esiste alcun conflitto di interessi.
Noi pensiamo che il conflitto di interessi esista. Infatti,  il conflitto di interessi esiste quando “ un soggetto al quale viene affidata una forte responsabilità decisionale (in questo caso assessore al ramo turistico) è al tempo stesso titolare di interessi, siano essi di natura personale o professionale (Ada Comunicazione) , che rischiano di compromettere l’imparzialità che invece lo stesso è tenuto a garantire” .
Ed è un fatto che il suo assessore ricopra tre cariche con  responsabilità decisionali coincidenti, ovvero, turistici, quindi, al di là del fatto che la dr.ssa D’Alì, a dire del sindaco Tranchida, non avrebbe svolto alcuna attività professionale, il conflitto di interessi appare evidente.
Ma il caso del Presidente della Fondazione non sembrerebbe l’unico. Infatti da quanto risulta da un comunicato stampa dell’istituzione, datato 16.6.2020,  sembra che sia stato nominato quale esperto di destinazione Marco Perniciaro.
Ebbene, nel suo profilo Linkedin, Perniciario dichiara di lavorare dal 2019 per Marketing & CRM ManagerPartner Assicurativi [1], e al tempo stesso di essere “Destination Manager” del Distretto Turistico Sicilia Occidentale. Anche in questo caso l’ipotesi di un evidente conflitto di interessi apparrebbe chiaro.
Abbiamo verificato sul sito della Fondazione l’esistenza o meno di dichiarazioni di “ Inconferibilità e Incompatibilità, ai sensi del D.Lgs. 8 aprile 2013. n. 39”  che in forza all’art 20 devono essere pubblicate sul sito della Fondazione. Non abbiamo trovato traccia.
Sarà un caso ?
Come abbiamo scritto nel nostro articolo il 3Luglio 2020, “”L’ente distretto amministra fondi pubblici e quindi non è pensabile che, parafrasando le parole  Peter Falk  protagonista della  serie “Tenente Colombo“, rimangano dei  “fili pendenti”  sulla “fondazione” ,  sui di conflitti di interessi, ipotizzati e/o esistenti e sulla sua gestione”.
Stranamente nessuno solleva obiezioni anche se apprendiamo che il Sindaco di Marsala, Massimo Grillo, malgrado abbia provveduto ad impegnare la somma,  fino ad oggi non ha deciso per la liquidazione al DTSO.
E’ pensabile (auspicabile) che voglia vederci chiaro e pretendere documentazione preventiva e rendiconto di ogni singola attività promozionale.

Ms