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Difesa, AstraZeneca, Comellini (Sindacato dei Militari): nessuna tutela per i militari under 60. Figliuolo eviti di dare numeri e scadenze che poi dovrà correggere

Gen. Francesco Paolo Figliuolo

L’Ispettorato Generale della Sanità militare con una disposizione emanata pochi minuti dopo le 13:00 ha ordinato la prosecuzione della campagna vaccinale della Difesa che riguarda il personale militare. Il tenore della nota è perentorio: “la campagna vaccinale della Difesa dovrà proseguire senza alcuna interruzione”. L’unica raccomandazione impartita dal generale Nicola Sebastiani è quella di porre massima attenzione nella compilazione del “Consenso informato”.

Il Sindacato dei Militari vorrebbe capire se il vaccino Astrazeneca verrà somministrato solo ai militari over 60, cioè solo ai generali, oppure anche a chi non ha raggiunto questa soglia anagrafica di sicurezza raccomandata dal Ministero della Salute. Nella seconda ipotesi è chiaro che il personale militare è considerato a tutti gli effetti un numero di matricola da annotare nei registri di quella che appare evidente essere una sperimentazione di massa.

Come al solito i militari sono considerati dei cittadini di serie “B” e per questa ragione alcuni ritengono di potergli sottrarre anche i più elementari diritti come quello sancito dall’articolo 32 della Costituzione per questa ragione il Sindacato dei Militari, con i suoi legali, Avv. Giulio Murano e Piero Santantonio, è pronto a difendere nelle sedi opportune il diritto alla salute e la libertà di scelta delle cure di tutti i militari nei cui confronti l’amministrazione militare dovesse compiere atti contrari alla legge e alla Costituzione.

Abbiamo letto di aver letto anche le dichiarazioni del generale Figliuolo e, come abbiamo a buon ragione già fatto alcuni giorni fa, gli consigliamo ancora una volta di evitare di dare numeri e scadenze per rassicurarsi sul raggiungimento dei suoi obiettivi per la sua campagna vaccinale – almeno poi non sarà costretto a correggersi – e, inoltre, lo invitamo a vigilare con maggiore attenzione sull’impiego del personale sanitario militare (infermieri, ols, ots) a sua disposizione e sui titoli da questi posseduti, necessari per esercitare la professione sanitaria.

Nota del Sindacato dei Militari