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Sanità siciliana. Un collasso strutturale, logistico e organizzativo che colpisce utenti e personale sanitario

Area di registrazione utenti al Pronto Soccorso “Ospedale Civico”

Da circa 20 anni si scrive del disastro della sanità siciliana che, eccetto poche eccezioni quali l’ISMETT, presenta una situazione precaria generale.
Le strutture ospedaliere pubbliche, a cominciare dal Civico, secondo ospedale del sud Italia per grandezza, presentano in generale problemi di organizzazione e gestione del personale, di organizzazione e razionalizzazione delle strutture, di manutenzione e mantenimento delle strutture.
In questo contesto l’unico aspetto positivo è il personale sanitario che, con le criticità fisiologiche di una piccola parte, cerca di sopperire alle problematiche che impattano l’operatività generale.
Il problema si dibatte da decenni ma la politica regionale continua a gestire la sanità isolana secondo il principio della spartizione politica.
Ma se la politica ha le sue colpe, i “manager”  non sono esenti da responsabilità per la situazione generale perché sono loro, in ultima analisi, che devono amministrare con la diligenza di un buon padre di famiglia.
C’è da chiedersi quante volte in una settimana lavorativa girano per i reparti per rilevare deficienze e rendersi conto della situazione della manutenzione e della salubrità delle strutture amministrate e risolvere criticità operative come quella del Pronto Soccorso del Civico che definire da terzo mondo appare un eufemismo.
I cittadini che vi si recano attendono per strada e vengono “registrati” fuori dalla strutture da un addetto alla Protezione Civile che ha come riparo dalla pioggia una roulotte con un tendino che poco o nulla ripara.
Il personale costretto per ore al freddo e i cittadini che necessitano di assistenza per strada e sotto la pioggia perché chi ha la responsabilità di organizzare e gestire il servizio non ha saputo trovare idonee soluzioni a salvaguardia della salute pubblica.  Neanche in un campo di battaglia si assiste a scene del genere.

Area ricezione utenti all’ISMETT

E’ causa del COVID si dice, ma poi guardi di fronte al PS per vedere che all’ISMETT, con il COVID, l’assistenza agli utenti avviene, regolamentata e in sicurezza, all’interno della struttura. Ogni utente è assistito e seguito “come persona umana” . Due strutture pubbliche, due mondi diversi e due dirigenti diversi.
All’ISMET, organizzazione, pulizia e sicurezza, al Pronto Soccorso del Civico … quello che si vede.
Quindi il problema non è il COVID, di soldi o di mancanza di strutture.
Viene da chiedersi se il Direttore Sanitario del Civico dovesse avere necessità di assistenza sanitaria, seguirebbe la procedura imposta ai cittadini, a cui, invece,  dovrebbe garantire rispetto. Aspetterebbe anche lui per strada sotto la pioggia per essere assistito in  emergenza ?
Il COVID ? Certo è un problema, ma la disorganizzazione, la mancanza di rispetto per l’utenza e per il personale sanitario, il degrado di talune strutture e la mancanza di una seria e sicura organizzazione di contatto con i cittadini che non hanno possibilità di avere notizie dei propri cari ricoverati non può essere imputato alla pandemia. Ci sono disposizioni ministeriali si ricorda. Già, ma le disposizioni generali non devono e non possono essere il paravento all’inadeguatezza della politica regionale e di parte della classe manageriale.
Il  COVID è diventato nel suo complesso uno “schermo” alle gravi deficienze complessive e della totale mancanza di rispetto per i cittadini,  e ha messo drammaticamente a nudo il sistema sanitario siciliano.

Pronto Soccorso del Civico di Palermo

Emblematico al Civico. Sul  tetto della struttura dell’area di emergenza  è ben visibile la scritta pronto soccorso … però “in inglese e in arabo” (!), come se la Sicilia fosse un pezzo di Medio Oriente.
La trovata,  “tollerata” o “non nota” (in questo caso sarebbe grave)  dall’Assessorato, è il sintomo del degrado.
Ma attenzione, si farebbe un torto al personale sanitario se non si ricordasse che i primi a subire gli effetti devastanti della situazione che si presenta ai cittadini sono proprio i medici , gli infermieri e  il personale socio-assistenziale.

Michele Santoro