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Marsala. Posti di blocco per controllare i cittadini? La Questura di Trapani, normale routine. La Polizia Municipale,  non era servizio ordinario

Il 22 Gennaio nel pieno centro di Marsala, come dimostra la foto scattata alle 18,13 da una webcam, erano presenti, dispositi ai quattro angoli della centalissima Piazza Matteotti, una decina di pattuglie delle forze dell’ordine.
La centralissima piazza, vero centro nevralgico della città, appariva  un’area militarizzata come una  città in tempo di guerra. 
Non è chiara qual è la vera ragione per cui si è organizzato queto posto di blocco anche perchè abbiamo avuto dalla Questura di Trapani e dalla Polizia Municipale di Marsala, due versioni non coincidenti e questo preoccupa perchè apparrebbe che non ci sia  “coordinamento centrale,  continuo ed accentrato” delle forze che si utilizzano per la sicurezza.
Servizio ordinario o concetramento per emergenza, il numero di mezzi e uomini impiegati appare sproporzionato per un normale servizio di controllo del territorio.

Erano presenti: quattro pattuglie della Polizia Municipale, tre della Polizia di Stato, due dell’Esercito e una dei Carabinieri (la presenza di quest’ultima posta all’ingresso di Via Calogero Isgrò, si intuisce nonostante l’immagine sia molto sfocata).

La particolarità dell’intervento, la disposizione delle auto e ovviamente l’elevato numero di agenti, suscita molte perplessità e per certi aspetti preoccupazioni e incute nei cittadini un senso di timore.

Abbiamo cercato di avere informazioni da parte della PS di Marsala ma ci hanno riferito che il dirigente era occupato così pure il funzionario di turno e di telefonare in segreteria per fissare un appuntamento nei giorni successivi. Abbiamo quindi contattato la Questura di Trapani da cui il Commissariato dipende.

Ci risponde, dimostrando disponibilità nei confronti della stampa, il Capo di Gabinetto, che ci ha riferito che le pattuglie stavano svolgendo un normale lavoro di routine per la sicurezza e per il controllo del rispetto delle disposizioni COVID e che comunque non si trattava di un posto di blocco ma di un normale posto di controllo.

Ha voluto anche precisare che il servizio si svolge analogamente a quanto avviene in tutta Italia e che comunque la presenza di forze dell’ordine è un deterrente per la criminalità ed ha dicendoci che la presenza sempre più massiccia di forze dell’ordine nelle città in questo ultimo anno ha anche una sua logica a causa della straordinaria situazione in cui si trova l’Italia anche per l’emergenza COVID.

Certamente è così.  Ne prendiamo atto, ma come si spiega che il Dirigente della Polizia Municipale riferisce essersi trattato di un intervento di emergenza. E’ successo che ci sarebbe stata una lite tra un giovane italiano con un extracomunitario.  Ma anche se così fosse, come si concilia un dispiegamento così ingente di uomini e mezzi nel centro cittadino con la sicurezza nell’interio territorio?

Quale che sia stato il motivo, a memoria d’uomo, posti di blocco di questo tipo venivano realizzati solo durante il periodo del terrorismo e, in tempi non di terrorismo, in territori ben circoscritti del paese,  quando le forze di polizia sono impeganti nella ricerca ad evasori o delinquenti.

Questi dispiegamenti di forze e la concentramenti di forze in una zona nevralgica della città preoccupano e incutono paura nei cittadini.

Però è strano come prima del COVID,  ogni volta che si parlava di mancata sicurezza e del fatto che la presenza delle forze dell’ordine non veniva percepita dai cittadini, la risposta più comune era: “mancano uomini e mezzi”.

A conferma di ciò, le dichiarazioni del  Segretario Generale SILP CGIL Daniele Tessone in una intervista a “money.it [1] del 18 maggio 2020 (https://www.money.it/forze-polizia-tempi-COVID-19-contratto-assunzioni-tutele [2]) “gli organici delle forze di polizia continuano a essere in sofferenze con una carenza di personale che sfiora le 20.000 unità” .

Le forze dell’ordine eseguono ordini (anche se in questo caso incostituzionali), tuttavia si farebbe torto all’intelligenza dei cittadini nel non riconoscere che il dispiegamento così massiccio di uomini e mezzi non può essere ricondotto alla “normalità” del servizio di sicurezza e crea disagi e preoccupazioni.

Il Presidente della Corte Costituzionale, Giancarlo Coraggio ,  in una intervista rilasciata a Radioradio.it ha affermato che “La salute può avere limiti? Mi piacerebbe rispondere: no, la salute non ha limiti. Ma farei un’affermazione sbagliata. In tutti i Paesi, compresa l’Italia, il diritto alla salute si deve confrontare con gli altri diritti fondamentali. Non esistono diritti tiranni, diritti che prevalgono incondizionatamente sugli altri

……. ci sono i diritti fondamentali, non un diritto fondamentale”. Che semmai, se ve ne fosse uno, il diritto fondamentale su cui poggia la Costituzione è il lavoro. I diritti debbono convivere: la libertà, la salute, il lavoro debbono coesistere, è lì che si vede la sapienza di un governo. Nel tenere in equilibrio questi diritti. Non devono esistere diritti tiranni che uccidono gli altri diritti”.

Parole alte, che però rimangono inascoltate e il diritto va in soffitta.

Michele Santoro