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Si sta creando una platea nazionale di potenziali malati bronchiali e cardiaci “cronici”

Mascherina si , mascherina no. Questo è il problema. Noi riteniamo che la mascherina vada indossata ma con “grano salis” per evitare un effetto contrario a quello che si vuole ottenere. L’allarme è serio e va considerato dal Ministero della Sanità.
Ritorniamo sulla questione “mascherina” e sull’uso che il presidente del consiglio impone con atti amministrativi del tutto incostituzionali. Nel silenzio generale di “esperti” nel campo della medicina sui possibili gravi rischi che corre il cittadino con l’uso continuato della mascherina va ricordato che il Ministero della Salute non ha mai risposto alla nostra richiesta di chiarimenti sul problema taciuto inspiegabilmente da molti “esperti”.  
Il virus deve essere combattuto e su questo non c’è il minimo dubbio, ma combattere il virus non significa far ammalare scientemente una popolazione di malattie polmonari e bronchiali.
Anche l’OMS nel sito istituzionale in inglese, nel prescrivere l’uso della mascherina precisa che questa va indossata in determinate circostanze  “Wear a fabric mask unless you’re in a particular risk group. This is especially important when you can’t stay physically distanced, particularly in crowded and poorly ventilated indoor settings” – Secondo l’OMS  la mascherina va indossata quanto ci si trova in una situazione di rischio di gruppo, ovvero, quando non è possibile mantenere la distanza fisica o ci si trova in zone particolarmente “affollate”  e  all’interno con poca ventilazione.
E’ evidente che queste indicazioni tengono conto, a differenza di quanto vuole fare il governo italiano, dei rischi connessi con  l’uso continuo della mascherina.
E’ bene ricordare il limite di anidride carbonica che il nostro organismo può sopportare va dai 44 ai 45 ppm (parti per milione).
Nell’area, particolarmente inquinata da anni la CO2 è presente in circa 400 ppm.
Bene, indossando qualsiasi tipo di maschera senza valvola espellente, nel giro di pochi secondo, in media 30”, la CO2 che circolare all’interno della stessa supera abbondantemente i 7.000 ppm.

Il sovraccarico di anidride carbonica nel corpo  comporta problemi molto seri che vanno dall’aumento della temperatura delle estremità, alla narcosi all’estenia e può provocare l’arresto del respiro.
Va ricordato che l’aria inspirata contiene il 21% di ossigeno e lo 0,035% di anidride carbonica.
L’aria espirata, invece, contiene il 16% di ossigeno, e  il 4% di anidride carbonica. Quindi, ove si consideri che l’anidride carbonica è tossica per l’uomo ad una concentrazione del 2,5%, con l’utilizzo della mascherina senza opportuna valvola di  espirazione, i problemi sanitari correlati all’uso del DPI, sono pericolosi nell’immediato e soprattutto nel medio e lungo termine per la possibile insorgenza di malattie croniche.
Dal sito del Ministero della Salute:  “Quando anche i livelli di anidride carbonica nel sangue sono elevati si parla di insufficienza respiratoria ipossiemica e ipercapnica (tipo II o totale). In questo caso, soprattutto nelle forme gravi e in quelle a rapida insorgenza, l’eccesso di anidride carbonica presente rende acido il sangue (cioè il pH del sangue arterioso è inferiore a 7,35)” . In una prima fase i reni tentano di tamponare compensare questo eccesso di acidità, mettendo in circolo dei bicarbonati. Quando anche questo meccanismo di compenso diventa insufficiente, compare l’acidosi respiratoria, condizione che rappresenta un’emergenza medica.
La forma di tipo II si può riscontrare in patologie toraco-polmonari a carattere ostruttivo (forme gravi di broncopneumopatia cronica ostruttiva e di asma, enfisema, polmoniti), o restrittivo (forme avanzate di fibrosi polmonare e patologie che causano scarsa ventilazione polmonare come  gravi deformità della gabbia toracica, malattie neuromuscolari, obesità grave, avvelenamenti/overdose di droghe o farmaci con depressione dei centri respiratori, danni cerebrali). Nell’insufficienza respiratoria acuta (cioè a insorgenza rapida e improvvisa) e cronica (cioè si manifesta progressivamente per stabilizzarsi o evolvere nel tempo i sintomi vanno dalla dispnea, tachipnea (cioè un aumento del numero degli atti respiratori: >30/minuto), cianosi (colorazione bluastra della cute, labbra, unghie),tachicardia (accelerazione del battito cardiaco) e aritmie stato confusionale, ridotto livello di risposta agli stimoli (iporeattività), sonnolenza fino alla letargia o allo stato di incoscienza.
Ma l’accumulo di CO2 nel sangue può comportare l’insorgere dell’ipercapnia. Una condizione che può provocare l’insorgere di patologie gravi quali apnee notturne, broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO) e disturbi cardiaci.

 

A meno di un cambio di rotta da parte del governo, si sta andando verso una popolazione che guarita dal virus, si ritroverà colpita da patologie più o meno gravi conseguenti all’uso continuativo della mascherina.
Ci auguriamo che il Ministro della Salute voglia chiarire ed intervenire.

Ms