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Gerusalemme. Razzi su Israele. Quello strano fulmine che colpisce due volte nello stesso modo

In questa foto scattata nelle prime ore della mattina di domenica scorsa a Gaza si vede un fulmine sopra gli edifici della città e il bagliore di un razzo palestinese lanciato verso Israele

I cosiddetti “malfunzionamenti da intemperie” nei sistemi di lancio di razzi di Hamas sono qualcosa che Israele non può tollerare, e bisogna farlo capire ai capi di Gaza

Di Yoav Limor

Domenica scorsa l’establishment della difesa israeliana ha preferito accontentarsi della versione di Hamas secondo cui è stato il maltempo a causare un malfunzionamento delle apparecchiature che, a sua volta, ha innescato il lancio accidentale di razzi diretti [1] verso il centro di Israele.

Inizialmente si pensava che dietro l’attacco ci fosse il gruppo terroristico della Jihad Islamica palestinese. Successivamente si è invece chiarito che le rampe di lancio da cui sono partiti i razzi appartenevano a Hamas. Se dietro vi fosse stata la Jihad Islamica palestinese, i lanci si sarebbero potuti collegare al primo anniversario dell’uccisione dell’uomo forte della Jihad Islamica Baha Abu al-Ata, e quindi leggerli come una “vendetta” del gruppo terroristico.

Hamas, invece, non ha nulla di cui vendicarsi. Al contrario, cerca di impedire alla Jihad Islamica di lanciare razzi contro Israele, temendo un’escalation. L’interesse di Hamas in questo momento è di preservare la tregua nel quadro dei suoi sforzi per raggiungere un cessate il fuoco a lungo termine con Israele, sotto mediazione egiziana. Domenica i capi di Hamas che controllano Gaza hanno fatto tutto il possibile per far sapere a Israele che il lancio di razzi era accidentale. Hamas non ha alcun interesse a provocare una fiammata, sottolineava il gruppo.

Israele deve aver fatto la stessa considerazione quando ha optato per quella che è stata una risposta militare molto misurata. Ma, a parte il desiderio di Israele di evitare un’escalation, una risposta così contenuta potrebbe non essere la migliore linea d’azione. Anche se accettiamo la storia altamente improbabile che, di nuovo, siano state le intemperie a innescare il malfunzionamento che ha scatenato il lancio accidentale di razzi da Gaza (anche l’anno scorso Hamas disse che era stato un fulmine a innescare un lancio di razzi su Beersheva), Israele semplicemente non può tollerare il fatto che centinaia di migliaia di israeliani nel sud e nel centro del paese fino alle porte di Tel Aviv debbano precipitarsi nei rifugi nel cuore della notte a causa della maldestra gestione di razzi armati e puntati contro di loro (e che, tanto per cominciare, non dovrebbero nemmeno esistere). Israele deve esigere da Hamas che metta in sicurezza i suoi sistemi sensibili e garantisca che siano protetti da malfunzionamenti di qualsiasi tipo, per non parlare di quelli causati dalle intemperie.

Israele deve ribadire questo concetto in modo tanto aggressivo quanto necessario per assicurarsi che Hamas capisca bene che alcune linee rosse non possono essere superate. I malfunzionamenti – sempre ammesso che di questo si tratti – non si verificano da soli: sono causati da sciatteria, inettitudine, scarsa e pessima manutenzione, o tutte queste cose insieme. Hamas deve garantire che queste cose non si ripetano. Se Israele non invia questo chiaro messaggio a Hamas, i capi di Hamas a Gaza potrebbero percepirlo come un eccesso di cautela da parte di Israele. Sebbene sul piano strategico Israele non abbia alcun interesse in nuove ostilità, bisogna far capire a Hamas che non può decidere unilateralmente quando aumentare o allentare le tensioni, e che se oltrepassa le linee rosse d’Israele non può sapere cosa ne deriverà.

(Da: jns.org, 16.11.20)