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Presidente Musumeci, è lei che mente o il Presidente del Consiglio ?

Alla luce dei fatti e delle pubbliche dichiarazioni del Presidente del Consiglio e del Presidente della Regione, la domanda è lecita e necessita di una risposta.
Non sono chiari i dati che hanno portato il governo della repubblica a imporre alla Sicilia le restrizioni inserite in una fascia colorata piuttosto di un’altra. Dall’altra parte, le sterili rimostranze del presidente della Regione al governo, appaiono per lo più inutili esercizi propagandistici.
Hanno però il pregio di consegnarci un presidente della Regione che da tempo non va oltre le dichiarazioni di intenti per poi rientrare a capo chino nei ranghi obbediente al governo, dimentico di essere presidente di una regione a statuto di autonomia “speciale”.
E’ quel termine “speciale” che sembra essere stato completamente dimenticato.
Già, perché tra le prerogative e obblighi del presidente della Regione vi è quello di partecipare con il rango di ministro della repubblica con di diritto di voto, alle riunioni del consiglio dei ministri.
Quindi va la chiesto al presidente se ha partecipato ai consigli dei ministri che hanno discusso delle problematiche che stanno incidendo profondamente sull’economia dell’Isola.
Se vi ha partecipato cosa ha detto e cosa ha contestato. Se non vi ha partecipato, ci permettiamo di suggerirgli  di fare un serio esame di coscienza e rassegnare le dimissioni.
E’ il minimo che può fare con un sussulto di dignità politica.
Il governo ha dichiarato che tutto quanto deciso era a conoscenza degli enti regionali e quindi a questo punto la sua “disapprovazione”  e richiesta di chiarimenti al governo fa sorgere una domanda: chi mente? Lei o il presidente consiglio?
In attesa di una improbabile risposta ci permettiamo di ricordare a Musumeci gli art. 21 e 31 della Carta Siciliana che è Carta Costituzionale italiana:
Art. 21 Il Presidente è capo del Governo regionale e rappresenta la Regione. Egli rappresenta altresì nella Regione il Governo dello Stato, che può tuttavia inviare temporaneamente propri commissari per l’esplicazione di singole funzioni statali. Col rango di Ministro partecipa al Consiglio dei Ministri con voto deliberativo nelle materie che interessano la Regione.

Art. 31 Al mantenimento dell’ordine pubblico provvede il Presidente della Regione a mezzo della polizia dello Stato, la quale nella Regione dipende disciplinarmente, per l’impiego e l’utilizzazione, dal Governo regionale. Il Presidente della Regione può chiedere l’impiego delle forze armate dello Stato. Tuttavia il Governo dello Stato potrà assumere la direzione dei servizi di pubblica sicurezza, a richiesta del Governo regionale, congiuntamente al Presidente dell’Assemblea e, in casi eccezionali, di propria iniziativa, quando siano compromessi l’interesse generale dello Stato e la sua sicurezza. Il Presidente ha anche diritto di proporre, con richiesta motivata al Governo centrale, la rimozione o il trasferimento fuori dell’Isola, dei funzionari di polizia. Il Governo regionale può organizzare corpi speciali di polizia amministrativa per la tutela di particolari servizi ed interessi.
Presidente, se c’è batta un colpo

Ms