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Gerusalemme. Di Maio in Israele e il suo ambasciatore all’ONU pugnala lo stato ebraico alle spalle

E’ credibile questo gesto ?

Vota con altri 138 stati l’esclusività islamica del Monte del Tempio.
E’ incredibile a che punto arriva l’ipocrisia della politica estera italiana.
Appena pochi giorni fa durante la sua visita in Israele, Giggino Di Maio, con grande enfasi dichiarava
Quello con Israele è un rapporto profondo che si fonda sulla condivisione di valori comuni, e si alimenta anche del continuo forte impegno italiano nella lotta contro ogni forma di antisemitismo“, e solo tre soli giorni dopo, a New York, il rappresentante italiano presso l’ONU, dava il suo voto favorevole ad una risoluzione, approvata in quarta commissione dell’Assemblea Generale,  che riconosce il Monte del Tempio, sulla sommità del quale sorgeva il Tempio di HaShem e quindi sacro al popolo ebraico, come luogo sacro esclusivamente islamico.
Tra i 139 stati che hanno dato la loro approvazione alla risoluzione c’è, incredibilmente, anche l’Italia, che solo qualche giorno prima con il suo ministro degli esteri gridava al mondo la sua fratellanza con Israele e con il popolo ebraico.

Belgio, Danimarca, Estonia, Francia, Finlandia, Germania, Grecia, Irlanda, Italia, Lituania, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Spagna, Svezia e Regno Unito e   Italia, sono i “pavidi” paesi europei che hanno votato a favore della risoluzione ubbidienti al “volere” islamico.
Se nel 2016 la visita di Di Maio nel paese ci fu una sorta di incidente diplomatico per via di Gaza, questa volta il ministro ha diplomaticamente colpito alla schiena Israele.

Ms