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Ordine dei Giornalisti. il Presidente Carlo Verna e il significato di “democrazia”

Dott. Carlo Verna – Presidente CNOG

Si legge sul sito dell’Odg Nazionale, la risposta data dal presidente Verna ai quattro consiglieri del comitato esecutivo che in dissenso si sono dimessi sul caso che riguarda il  rifiuto di Lombardia, Campania e Piemonte di  indire le elezioni per il prossimo 27 settembre e 4 Ottobre. Una comunicazione pubblicata con notevole ritardo rispetto all’inizio della guerra interna che però non informa gli iscritti di quanto effettivamente sta accadendo all’interno dell’Ordine dei Giornali e al caos elezioni. Premesso che la  guerra interna all’ordine appare più un fatto politico e di potere che interesse per la sicurezza sanitaria. Problema che appare del tutto inesistente anche per la prevedibile  risposta che sarà data dagli iscritti alle elezioni, come gli anni scorsi,  lasciano perplessi le affermazioni di Verna nel comunicato.
Infatti, il presidente, ribattendo le ricostruzione dei accadimento interni al comitato, afferma che “….Noi vogliamo, invece, tenere insieme la democrazia  (che riguarda anche quel 40 per cento circa di colleghi allo stato esclusi dal voto) le cui regole vanno non imposte, ma interpretate nelle sedi istituzionali preposti”.
Appare difficile comprendere cosa intenda dire il presidente Verna e soprattutto quale significato attribuisce al termine  “democrazia” . Le regole si rispettano e quindi sono imposte, non vanno interpretate, piuttosto vanno chiarite consultando atti parlamentari.
Ma è il termine “democrazia  che ha attirato l’attenzione.
Lungi dal voler ricordare al  presidente Verna, giornalista professionista e operatore del diritto il suo significato, preme ricordare a  noi stessi l’essenza del termine.
Ebbene, democrazia è una forma di governo che si basa sulla sovranità popolare e garantisce a ogni cittadino la partecipazione in piena eguaglianza all’esercizio del potere pubblico”, quindi, riferendosi all’Odg.,  il presidente Verna può si affermare senza tema di smentite che tutto si svolge secondo leggi e regolamenti, ma non può parlare di democrazia al suo interno quando è un fatto documentato che l’istituzione non può definirsi  “democratica, rappresentativa e rispettosa dei diritti degli iscritti”.
Dalla legge costitutiva che dettava le linee guida per la vita dell’organo di governo dei giornalisti, si sono susseguite nel tempo norme contradditorie e confuse che hanno prodotto un mostro giuridico che nessuno, questo sembra chiaro, pare  avere la  minima intenzione di portare nell’alveo costituzionale e dei diritti degli iscritti.
L’ultima norma di legge,  il  DPR 67/2017 , che detta norme incostituzionali fino a  “stabilire per legge” che una parte minoritaria degli iscritti sia maggioranza negli organi di governo, ha definitivamente sancito che l’Ordine dei Giornalisti, associazione di diritto pubblico, è una istituzione che viola, nell’indifferenza generale, la Costituzione e i più elementari diritti degli iscritti.
Ancora oggi viene da chiedersi come il Prof. Mattarella, ex giudice costituzionale, abbia potuto promulgare questo DPR.
Oggi sarebbe il caso di profittare degli accadimenti per costituire una commissione tecnica per riscrivere le norme e i regolamenti per portare l’Ordine ad una  istituzione pubblica “veramente e pienamente” democratica, rappresentativa e rispettosa dei diritti degli iscritti.
Ma non sarà così,  ed è un fatto che Osservatorio Sicilia/Mondo e Dintorni è solo a combattere la battaglia del diritto all’interno di un mondo fatto di assordanti e interessati silenzi.
Noi siamo pronti a dare il nostro contributo reale, l’Ordine ?

Michele Santoro