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Amministrative. La grande corsa dei “mille”.

Non sono mille, sono poco meno, ma non importa, non erano mille neanche i garibaldini. Si avvicinano le elezioni comunali a Marsala e la confusione sembra regnare sovrana. Al nastro di partenza si presenteranno 6 candidati. Massimo Grillo con una coalizioni variegata che conterebbe almeno 9 liste, Albergo Di Girolamo, sindaco uscente del Partito Democratico, Giacomo Dugo, con Lega, Mario Figlioli con la  lista Vento Nuvo ed infine, Sebastiano Grasso con la lista Arcobaleno. 
I candidati consiglieri, circa un migliaio per 23 posti, ma i  nuovi potranno contare su meno della metà dei posti perchè c’è uno zoccolo duro di consiglieri per tradizione o semplicemente perche è è figlio o parente di un vecchio e noto politico locale. Sembrano parte di un esercito che cercano affannosamente l’impegno del parente o dell’amico. Già impegno. Perchè in ogni famiglia marsalese sembra esserci uno o più candidato e la solita frase che tra i  cittadini  si ripete spesso  è ” sono impegnato con ….”. E questo la dice lunga sulla validità delle candidature dei singoli  di cui capiremo subito la preparazione politica, e sopratutto, capiremo se sapranno essere “quel cane da guardia” dell’Amministrazione come è normale che sia un consigliere.
Certo, fare meglio del Consiglio Comunale uscente sarà già una grande merito. Infatti, come l’Amministrazione, il Consiglio Comunale ha avuto il merito di non trattare e definire questioni importanti quali quelli sulla sicurezza e sulla sanità. Ma anche problemi di trasparenza e correttezza politica sono rimasti assenti dall’Assise.
Il giochetto dei “prelievi” all’ ordine del giorno hanno nel tempo provocato la decadenza di importanti problematiche di interesse collettivo.  A cosa è servito il consiglio comunale è difficile poterlo dire. Di certo, mensilmente, i cittadini hanno corrisposto in media ad ogni consigliere un importo di 1.000,00  euro, circa 99 euro per ogni “preenza”.
Palazzo Fici e tutta la questione relativa alla mai costituita enoteca locale e successiva e immotivata convenzione stipulata con Associazione Strade del Vino, i debiti fuori bilancio molti dei quali scaturiti da errori degli uffici che però non hanno pagato per questo,  stanno a dimostrarlo.
Tredici milioni di debiti fuori bilancio senza che nessuno sia mai stato chiamato a rispondere di errori personali o degli uffici diretti,  i cui danni economici sono stati addossati ai cittadini.
In generale, l’Amministrazione ha fallito su tutta la linea e il Consiglio Comunale ne è stato la degna comparsa.
Cambierà qualcosa ? Difficile. E’ una lotta di liste per contare sul voto di trascinamento. Il tutto, a scapito della capacità e della qualità della politica.
Cosa ci si può aspettare di buono ?

Michele Santoro