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Beirut.  Hezbollah al mondo: noi siamo con Hamas

L’incontro di ieri tra il Presidente del Parlamento libanese con una delegazione di Hamas certo non è un messaggio di pace e prosperità. Appare più un modo per dimostrare al mondo che, al di là delle parole concilianti di Nasrallah espresse subito dopo l’esplosione al porto,  è Hezbollah che detta  la linea politica, interna ed internazionale  del paese,  e Nasrallah è il vero capo di stato all’ombra degli Āyatollāh.
Non può esserci altra interpretazione quando si assiste ad un incontro istituzionale tra, Nabih  Berri, presidente mussulmano sciita del Parlamento libanese, con una delegazione di Hamas, altro braccio armato iraniano in Medio Oriente, che comprende un terrorista internazionale ricercato dagli USA. Infatti, della delegazione di Hamas cricevuta da Nabih, c’era  un certo Salih al-Aruri,  fondatore del braccio armato di Hamas, che ricopre anche la  carica di “vice” di Ismail Haniyeh, capo politico del movimento che tiene sotto stretta dittatura l’intera striscia di Gaza, Ismail Haniyeh.
Salih al-Aruri è responsabile di diversi attacchi terroristici e assassino, reo confesso, dell’omicidio dei tre adolescenti Eyal Yifrah, Gilad Shaer e Naftali Frenkel.
E’ stato lui a pianificare il rapimento e l’omicidio messo in atto con Marwan Kawasma e Amer Abu Aysha, altri due esponenti del gruppo terroristico, successivamente individuati e neutralizzati dalle forze antiterroristiche israeliane dopo un breve conflitto a fuoco.
Un brutto messaggio al mondo e un brutto risveglio per chi, ingenuamente, pensava che la tragedia di agosto poteva esserel’inizio di un percorso di pace e prosperità per il paese dei cedri e per la stessa stabilità nell’area.
L’incontro tra Nabih e Hamas sembra la risposta di Hezbollah e dalla comunità sciita libanese al Collettivo  costituito dal magistrato Chucri Sader che chiede “la rimozione del presidente della Repubblica, l’istituzione di un governo di transizione ancorato alla rivoluzione e le dimissioni dei deputati, tutti membri di un Parlamento monopolizzato per trent’anni proprio da Nabih Berry e dai suoi padroni stranieri (leggasi Iran)”.
La comunità internazionale ha un solo modo per dare un colpo mortale al terrorismo sciita. Lasciare il Libano e quindi Hezbollah soli a confrontarsi con Israele. E’ tempo di capire che la presenza dell’ONU in Medio Oriente, ha avuto solo il merito di far nascere un esercito di terroristi e incancrenire la situazione.  Basti ricordare  UNMOGIP, dispiegata lungo la LOC tra India e Pakistan sin dal lontano 1949 per capire l’inutilità delle NAZIONI UNITE.
Di conseguenza, ritirare l’inutile e costoso contingente UNIFIL, vera e propria anatra zoppa della diplomazia internazionale, che serve come copertura ai terroristi ed è funzionale agli interessi economici e politici di Hezbollah, è l’unica cosa seria che la comunità internazionale può fare per la pace.
UNIFIL , è chiaro, con la sua presenza a sud del Fiume Litani è solo funzionale agli interessi economici e politici dei terroristi, ed è il principale soggetto responsabile del  sempre più probabile conflitto israelo-libanese.
Anche la biblica pazienza di Giobbe, ha un limite.

Michele Santoro