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COVID19. Distanziamento sociale sugli autobus. A Marsala problema risolto

Ogni tanto anche il sud del sud Italia risolve qualche problema in tempo di COVID19. Questa volta è Marsala, la cittadina all’estrema punta occidentale dell’Isola di Sicilia che ha trovato il modo per mantenere il distanziamento sociale sui mezzi di trasporto pubblici.  Effettuare un servizio di trasporto urbano con bus che circolano completamente vuoti …
Certo, per raggiungere questo storico traguardo molto merito va ai cittadini marsalesi che notoriamente non amano il trasporto pubblico anche per via degli orari “storici” tra un passaggio e l’altro di un bus.
A ciò si aggiunge la deficitaria gestione dei mezzi e del personale che non tiene conto del fatto che all’interno della città non è assolutamente necessario un servizio di trasporto pubblico mentre sarebbe più ovvio un collegamento più veloce con le contrade.
Attualmente i  mezzi, compreso il bus eletttrico costato circa 450 mila euro utilizzato per una assurda circolare interna “gratuita”, viaggiano completamente vuoti. Ogni tanto qualche eroico cittadino che con stoica decisione, assolutamente controcorrente rispetto alla maggioranza dei cittadini, decide di utilizzare uno dei bus cittadini accomodandosi nella parte posteriore del mezzo nel rispetto della distanza di sicurezza. Tra lui e l’autista la distanza c’è, eccome.
Ovviamente, trasporto rigorosamente “gratuito”, tanto paga pantalone.
Certo, tutto ciò comporta un disavanzo di gestione di qualche milione di euro a carico dei contribuenti, ma vuoi l’orgoglio di aver risolto il problema della distanza sociale sui mezzi ?
Marsala, con oltre 40 milioni di tributi e tasse non riscossi e qualche decina di milioni di mutui può permettersi questo primato in tempo di COVID e non solo?
Eppure, utilizzando con oculatezza i mezzi per un collegamento più rapido del centro con le 4 direttrici verso Trapani SP e SS, Via Salemi e Via Mazzara  con autobus grandi e realizzando linee tra le contrade e le direttrici con minibus, si potrebbe offrire un servizio “utilizzabile” e a pagamento, ma così si perderebbe il primato del distanziamento sociale e sopratutto non si produrrebbe un “buco” milionario a carico dell’eraro, leggasi cittadino.