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Emergenza acqua a Marsala. Lettera aperta al Sindaco Alberto Di Girolamo

Egregio Sindaco, alle ore 11,00 di oggi lei comunicherà alla cittadinanza la sua decisione di ricandidarsi per la prossima sindacatura.
Certamente avrà valutato l’opportunità di ricandidarsi, ma penso che lei debba quantomeno mettere in conto una delusione.  
E’ difficile per chi scrive dire oggi quali sono stati i suoi meriti politici nell’amministrazione della città, però viene facile elencare i demeriti, sempre politici, della sua azione/inazione.
Fra tutte le problematiche, il problema della gestione della rete idrica è a mio parere certamente il suo demerito principale.
Certo, non sono sue le colpe di un sistema antiquato la cui rete è per la maggior parte sconosciuta alla stessa amministrazione. Già, perchè forse lei non ne è a conoscenza, ma non esiste una mappatura della rete e di volta in volta, “grazie” alle rotture, si acquisisce informazione circa una o più diramazioni. Ovviamente, non si contano gli allacci abusivi proprio a causa di questa situazione che non è stata mai affrontata dall’amministrazione, neanche durante la sua sindacatura.
Ma sono sue le responsabilità politiche di una situazione che in questi ultimi cinque anni si è ulteriormente aggravata e sopratutto sono sue le responsabilità per il prolungarsi dell’emergenza in alcune zone della città che ormai da 2o giorni soffrono di mancanza d’acqua.
Come per l’emergenza COVID, lei non ha sentito la necessità di allertare il COC per il coordinamento e la gestione di quella che non può non definirsi vera e propria emergenza.
Le ricordo le sue “parole” 8 maggio 2017 quando ha disposto l’erogazione dell’acqua a  sole due giornate la settimana .. “Ciò nelle more che l’Amministrazione Di Girolamo porti a compimento l’avviata progettualità per risolvere definitivamente il problema idrico in diverse zone del territorio, compreso il versante nord” .
Ebbene, sono trascorsi oltre tre anni da quelle dichiarazioni e lei si sta ricandidando ma i problemi non solo sono rimasti, si sono ulteriormente aggravati.
Alle sue parole non sono seguiti fatti nè sul sistema generale dell’approviggionamento idrico, nè sulla rete colabrodo, nè sopratutto, nell’organizzazione del servizio.
L’ultimo finanziamento di cinque milioni di euro ricevuto dal Comune ai tempi di Giulia Adamo è stato sprecato in spese per il rifacimento di alcune reti del centro, peraltro  con tubi di polietelene che d’inverno tendono a indurirsi e quindi a provocare rotture con il risultato che tutto l’anno si hanno problemi con le due condotte principali in vetroresina che andavano sostituiti oltre venti anni fa, e d’inverno, rotture nelle nuove condotte secondarie.
Anche la stessa turnazione è gestita “manualmente” con cinque “fontanieri” che operano nei diversi punti di derivazione per aprire e chiudere le saracinesche. Una situazione che non si riscontra neanche in un paese del terzo mondo.
Ma chi coordina e controlla la regolarità del servizio e come viene documentato ogni intervento di questi fontanieri ?
Mistero. E la stampa ? Assente e distratta.
Veda Sindaco, nel silenzio generale dell’Amministrazione, anche sotto l’aspetto, grave, dell’assenza delle analisi delle acque come da decreto legislativo 31/2001, siamo giunti praticamente al ventesimo giorno senza acqua e non si vede alcuna soluzione.
Cosa dirle se non stia sereno e buona fortuna. Di certo non avrà il mio voto.

Michele Santoro