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Recovery Fund. L’Italia come nel 1943. Conte firma la capitolazione e la “vende” agli italiani come vittoria

Giuseppe Conte “il perdente”

Nello lo stato immaginario di Oceania, George Orwell  uno dei quattro ministeri era quella “verità” i cui slogan sono :  la guerra è pace, la libertà è schiavitù, l’ignoranza è forza.
Dopo aver sentito i report circa la soluzione definitiva (?) degli accordi europei, da oggi è necessario aggiungerne un altro: LA CAPITOLAZIONE, che può essere letta come: la capitolazione sul recovery fund è vittoria.

Prof. Massimo Costa

Secondo il Prof. Massimo Costa, professore ordinario di Scienze Economiche, Aziendali e Statistiche presso l’Università di Palermo, una “resa incondizionata” al  potere economico europeo oggi viene spacciata come una vittoria epocale tanto che persino le cd. opposizioni, sono ormai parte integrante del partito unico europeo, e non si discostano di un millimetro da Conte: dalla coatta che dice va bene ma non è abbastanza, al capitone che dice che la “vittoria” è merito della destra.

E’ ora che si faccia piazza pulita da tentazioni di pensare che tra i partiti maggiori ci sia una qualche minima differenza.

Secondo Costa, alla fine l’Italia è finita come la Grecia, se non peggio aggiungiamo noi.
Tutto si è svolto secondo l’agenda che era da tempo sul tavolo: spolpamento doveva essere e spolpamento sarà. Il teatrino di questi giorni serve solo al Ministero della Verità per far sì che la Waterloo, largamente preannunciata, si trasformi a rete unificate in una nuova vittoria del campionato mondiale di calcio: ad usum gonzorum, per esser chiari.

I vincitori

Alla fine, l’Europa che conta ci ha “imposto il ME” che a parole Conte e i 5S non volevano attivare, semplicemente cambiandone il nome e beffando un Conte trionfante di aver consegnato i destini dell’Italia all’Europa della finanza. Gli sbandierati 36 miliardi di euro in più “concessi” rispetto ai 91 milioni di prestiti previsti nella bozza iniziale, altro non sono che l’esatto importo del MES.

Insomma, oggi possiamo dire che l’Italia è capitolata ma afferma di aver vinto.
Ricordate il Trattato di Parigi ?  Il 25 Luglio del 1943 il Maresciallo Badoglio diramò un comunicato intriso di orgoglio e onore “«Per ordine di Sua Maestà il Re e Imperatore assumo il Governo militare del Paese, con pieni poteri. La guerra continua. L’Italia, duramente colpita nelle sue provincie invase, nelle sue città distrutte, mantiene fede alla parola data, gelosa custode delle sue millenarie tradizioni…». Ebbene, il 3 Settembre 1943 quando a Cassibile, piccola frazione di Siracusa, il Gen. Giuseppe Castellano firmò la “resa incondizionata” .

Mark Rutte, trionfante. L’uomo che ha imposto la resa all’Italia

Incredibilmente e con poco “onore” e rispetto per gli italiani, questa resa fu spacciata per “armistizio”, termine sbugiardato dal Trattato di Pace di Parigi dove si legge che “l’Italia si è arresa incondizionatamente anche se parla di Armistizio” .
La storia si ripete.  L’italia è stata mortificata e “comprata” e tutti gridano alla vittoria totale.

La logica , il buon senso e la conoscenza della politica economica,  suggeriscono,  quando c’è una crisi sistemica di questa portata che va riattivata la domanda interna. Questo può e deve essere fatto senza debito, per mezzo della sola leva monetaria. In altri casi battere moneta può essere un male. In questi casi di crisi sistemica è l’unica via per non far collassare il sistema.
Battere moneta può voler dire tante cose.
Ci sono modi antichi, grezzi: si stampano banconote e si distribuiscono (helicopter money).
Ci sono modi più sofisticati: lo stato fa finta di emettere debito, ma questo lo compra direttamente una BCE statale, che gli apre un conto corrente creando moneta virtuale dal nulla. Si chiama ricorso al mercato primario.
Ci sono modi davvero nascosti: lo Stato fa debito, il debito lo comprano le banche. La Banca Centrale ricompra il debito (stampando moneta) dalle banche. Si chiama ricorso al mercato secondario. Lo Stato ci perde un po’ di interessi, ma ancora il grosso lo ha pagato battendo moneta.
Ma lo Stato non ha una banca centrale, e la banca centrale europea non ha alcuna intenzione di aiutare i paesi dell’Europa latina, perché questi sono stati “conquistati” e – come diceva Brenno “Guai ai vinti!”.
Si potrebbe aggirare l’ostacolo con la MONETA FISCALE: di fatto emetto una moneta irredimibile e parallela all’euro sotto forma di CCF, questa gira almeno sul mercato interno. Non sarà la panacea, ma aiuta, eccome.

Punto, e basta. Non ci sono altre soluzioni. Se non vi parlano di quanto scritto sopra vi stanno prendendo per il sedere contando sul fatto che vi mancano i fondamentali di economia.
I poco più di 200 miliardi che SEMBRA che la UE stia dando all’Italia con un “Fondo di Ricostruzione” (e sempre bene tradurre in italiano le “sole” dette in inglese), sono un battito di ciglia rispetto a quello che in questi mesi la BCE ha creato con gli acquisti sul mercato secondario e rispetto a quelli che potrebbe creare se ci fosse la volontà politica. Ma la volontà politica non c’è. Perché nella “neolingua” “ricostruzione” è “distruzione”; se emetti moneta e la distribuisci non c’è condizionalità e ti riprendi per davvero, se invece ti sottopongo al MIO fondo di ricostruzione, sei nel sacco e mio schiavo. Ed era lì che ti volevo condurre.
Ed è lì che l’Italia di Conte è trionfalmente finita.

Poi, nella quantità, sono pochi. L’Italia avrebbe bisogno e SUBITO di non meno di 700 miliardi dopo la dissennata chiusura del Covid19 che ha (dolosamente penso) affossato l’economia per creare il problema e poi “trovare” la soluzione, come insegna una consumata tecnica politica ben descritta da Chomski e candidamente ammessa, qualche tempo fa da Monti: ricordate il suo discorso sulla “importanza” delle crisi per fare le “riforme”?
Ebbene servono 700 miliardi e ne diamo 200, e neanche subito, ma su tre anni circa, a partire dall’anno prossimo. Cioè? Cioè quel filo d’aria che serve a mantenere in vita il debitore, e soprattutto i ceti privilegiati che continueranno ad avere il loro reddito fisso, in cambio della svendita del proprio paese.
Soldi del tutto insufficienti, del tutto tardivi.

Ma il peggio deve ancora venire.

Di questi, 127 miliardi è rotti sono né più né meno che il MES sotto altro nome: non sono trasferimenti. Sono PRESTITI a STROZZO. Non solo dovranno essere restituiti, ma lo dovranno essere con l’interesse, e facendo TUTTO QUELLO CHE CI DIRÀ LA UE (esattamente come con la Grecia). Il MES HA VINTO!!
E gli altri 81 e rotti miliardi, non sono almeno quelli un “trasferimento a fondo perduto”? Quello almeno è un regalo, no? Intanto stiamo parlando di una cifra che forse andrebbe bene per la sola Sicilia.
Ma poi NON È VERO che sono un dono. Non sono “stampati dalla BCE” ma messi sul bilancio UE, che poi lo rigirerà ai paesi membri: in pratica è una partita di giro. Sono soldi a carico del contribuente interno. Sono molto dilazionati nel tempo. E soprattutto, COME I SOLDI DEL MES, sono soggetti a condizionalità. Cioè saremo nelle mani di un Rutte qualunque, che ci dirà “in cambio” cosa dovremo fare.

Solo Crocetta poteva fare accordi meno convenienti di questi. Altro che Conte salvatore della patria…

A proposito…. Secondo voi questi soldi che dovremo dare all’Europa perché questa ce li restituisca, e questi soldi che dovremo restituire all’Europa con gli interessi, da dove vengono?
Da dove verranno, meglio?
Da aumenti della pressione fiscale, che si abbatteranno sul popolo delle partite IVA e sui portatori di reddito medio-bassi, i quali saranno tutti schiantati in un proletariato senza dignità, salvo poi dare loro un reddito di cittadinanza per fidelizzare un ceto medio ormai ridotto a straccioni e accattoni. Per metà…
Per l’altra metà sarà dato dal saccheggio o svendita di ciò che resta del Paese e da tagli, ancora tagli, a pensioni e servizi pubblici. ESATTAMENTE COME IN GRECIA.

Non  aspettatevi che la TV italica vi dica qualcosa di tutto ciò. State pronti con i gagliardetti e con le bandiere dai balconi per la prossima chiusura a sbavare per quel gentiluomo che ci ha consegnato nelle mani degli usurai come uno Tsipras qualunque.

Un usuraio è per sempre usuraio.

E attendiamo di conoscere nello specifico tutti i benefit economici che Rutte & C., Merkel compresa, si sono assegnati, e quali progetti già in agenda ed approvati sono stati cancellati per questo grande risultato.