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Marsala. Incredibile: 535 “sedute” di commissioni e di consiglio nel mese di maggio al Consiglio Comunale

Oltre 32 mila presenze nel quinquennio con produzione a favore della città quasi nulla. Nel privato questo stato di cose è definito “sistema fallimentare”.
535 è il numero totale di sedute complessivamente svolte dai consiglieri in commissioni varie e sedute del consiglio comunale nel mese di maggio 2020. In media ogni consigliere ha partecipato a ben 17,46 sedute, che di media durano tra una e due ore,  per un costo medio  di € 1.462,95 mensile che solo per gettoni di presenza mensile grave sulle casse comunali per € 44.256,78 mensili.  
L’importo massimo mensile si raggiunge con 15 sedute, ma solo la metà dei consiglieri è risultato presente per 22 sedute mentre i rimanenti  spaziano da 15 a 19 con Ferrantelli che è stata presente per cinque sedute e Marrone per 8.
Il presidente del consiglio non percepisce gettoni di presenza ma uno stipendio mensile di € 3.145,50.
Il numero di sedute di maggio è in linea con i mesi e anni precedenti e quindi,  calcolando solo il quinquennio “ufficiale”, il numero complessivo di presenze in commissioni è pari a 32.100.
Ma cosa hanno prodotto i consiglieri comunali in questi cinque anni che li hanno visti ricevere gettoni per oltre 32 mila presenze per un costo complessivo di oltre 2.7 milioni di euro.v Per  la maggior parte del tempo le commissioni sono solo momenti di incontro  tra i vari consiglieri che discutono del più e del meno su temi che poi rimangono per lo più non definiti o senza risposta da parte dell’Amministrazione.
Tante parole e se il Consiglio Comunale non ci fosse stato, nessuno si sarebbe accorto della sua assenza.  Non è che in Consiglio Comunale la musica sia diversa.  Noi non abbiamo rilevato nulla di veramente concreto per la collettività. Con il giochetto del “prelievo” su un ordine del giorno che di media contiene oltre 40 punti variamente importanti, in alla fine si discute solo quello che interessa a questo o quel consigliere, a questa o a quella parte politica.
Il resto, resta in coda anche per mesi, addirittura per anni e alla fine taluni iniziative importanti decadono per termine della sindacatura.
Il Piano Regolatore Generale,  la direttiva per la messa in sicurezza delle stazioni di servizio all’interno della città, la questione della casa di cura Giovanni XXIII  ne sono la plastica dimostrazione.  Il Consigliere dovrebbe essere il “cane da guardia” della Giunta, ma si arriva al paradosso che attività della giunta spesso non siano neanche conosciute dai singoli consiglieri. Esemplare il caso dei lavori di realizzazione delle conduttore fognarie. Ebbene, taluni consiglieri non sapevano neanche che l’Amministrazione comunale per la specifica esigenza è stata a suo tempo commissariata e i lavori non sono realizzati dal Comune ma dal Commissario Straordinario delle Fognature di Roma. Gli uffici stavano facendo perdere alla città un finanziamento di 6,7 milioni di euro.
In generale il consiglio comunale si è distinto per l’assoluta inconsistenza ed un costo complessivo di 2,7 milioni di euro a cui vanno aggiunti i costi relativi alle giornate di assenze di chi svolge attività lavorativa pubblica o privata che l’amministrazione deve garantire ai datori di lavoro dei consiglieri. In media circa 70 euro/giorno. Il totale complessivo potrebbe aggirarsi sui 4,3 milioni di euro a carico della cittadinanza.
Ma non sarebbe meglio sopprimere i consigli comunali e istituire una giunta comunale composta da cinque politici che eleggono il proprio presidente ?  Già oggi, una volta eletto, il sindaco può fare a meno del consiglio
La Regione Siciliana ha la facoltà di poter sopprimerli. Potrebbe farlo, ma se vediamo cosa sta succedendo per le ex province, come si può pensare che a Palazzo D’orleans pensino di togliere tante belle poltrone?