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Per il Sindaco Tranchida il  conflitto di interessi dell’Assessore D’Alì  non ci sarebbe

Rosaria D’Alì – Presidente Distretto Turistico

Ma non ci sarebbero dubbi che l’Assessore D’Alì si trovi in palese conflitto di interessi e incompatibilità degli incarichi ricoperti.    

Abbiamo brevemente parlato con il Sindaco di Trapani Giacomo Tranchida a proposito dell’ipotesi di conflitto di interessi  che sarebbe presente nel caso dell’Assessore al Turismo del Comune di Trapani – D’Alì, che la tempo stesso ricopre la carica di presidente del CdA della Fondazione Distretto Turistico Sicilia Occidentale e Amministratore Unico della Società di Marketing e Comunicazione ADA Comunicazioni.
Secondo Tranchida, il conflitto di interessi non ci sarebbe perché l’Assessore D’Alì , dal momento della sua nomina ad assessore e presidente del Distretto non avrebbe svolto alcuna attività professionale. Ma ciò è contraddetto proprio dal curriculum pubblicato dove si evince che il presidente del distretto turistico e assessore al turismo del comune di Trapani è amministratore unico della società ADA Comunicazioni. E non risulta che tale società abbia sospeso ogni attività.
Quindi il Sindaco Tranchida sbaglia perché il conflitto di interessi esiste quando “ un soggetto al quale viene affidata una forte responsabilità decisionale (in questo caso assessore al ramo turistico) è al tempo stesso titolare di interessi, siano essi di natura personale o professionale (Ada Comunicazione) , che rischiano di compromettere l’imparzialità che invece lo stesso è tenuto a garantire” .
Ed è un fatto che il suo assessore ricopra tre cariche con e responsabilità decisionali coincidenti, ovvero, turistici, quindi, al di là del fatto che l’assessore D’Alì, a dire del sindaco Tranchida, non avrebbe svolto alcuna attività professionale, il conflitto di interessi appare evidente.
Così come appare evidente l’anomalia di un distretto turistico istituito come “fondazione” e non come “consorzio”.
Ciò, nella pratica, lascerebbe fuori da ogni decisione i partecipanti, ovvero chi è per statuto e regolamento tenuto a partecipare ai costi di gestione e delle attività decisa dal CdA,  che non sono “soci” ma semplicemente “partecipanti” o “fondatori” anche se nello statuto poi si parla di Assemblea dei soci che però non sono soggetti non previsti.
Ma in genere, a cominciare dalla composizione del CdA,  abbiamo rilevato alcune anomalie anche sullo statuto e sul regolamento che  andrebbero chiariate.  Abbiamo chiesto al distretto copia dell’atto costitutivo e dei bilanci.
Al momento non abbiamo avuto alcuna risposta  e quindi pubblicamente chiediamo al presidente del Distretto un incontro.
L’ente distretto amministra fondi pubblici e quindi non è pensabile che, parafrasando le parole  Peter Falk  protagonista della  serie “Tenente Colombo“, rimangano dei  “fili pendenti”  sulla “fondazione” ,  sui di conflitti di interessi, ipotizzati e/o esistenti e sulla sua gestione.