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Regione Siciliana. Errori nei conteggi COVID.  Giustificazioni non accettabili

Sarebbe stato più istituzionalmente corretto chiedere semplicemente scusa perché le spiegazioni rese note per giustificare errori clamorosi e che sono stati corretti solo dopo che la questione è stata sollevata dai media. Errori, è bene ricordarlo, che sono emersi da elaborazioni fatte dal Prof. Massimo Costa, professione Ordinario di Scienze Economiche, Aziendali e Statistiche, presso l’Università di Palermo.
Si precisa da Palazzo d’Orléans che “la Sicilia si è attenuta alle linee guida ministeriali e provveduto a  trasmettere alla Protezione civile i dati provenienti dai laboratori, dagli ospedali e dai dipartimenti delle Asp che successivamente ha su una piattaforma informatica predisposta dall’Istituto superiore di sanità.
Ora i dati sono corretti perché non meglio precisati database  sono stati incrociati e sono venute fuori le progressive guarigioni cliniche di cittadini che sono stati singolarmente ricontrollati e dei tamponi.
Ed ancora, secondo l’Assessore alla Sanità Razza, gli errori sono la conseguenza di difetti di comunicazione con gli ospedali.
E non è che le ASP da parte loro hanno agevolato la comprensione dei dati. Dai portali delle nove ASP appare quantomeno difficile perché ogni azienda ha adottato un sito istituzionale diverso e taluni sono alquanto complicati. Solo sui portali di  Siracusa e Agrigento abbiamo rilevato i dati . Su quella di Agrigento l’informazione appare capillare ed esaustiva (http://www.aspag.it/images/grafici-covid/uffstampa20200619.pdf [1]).
Tutto ciò  non giustifica come si possa essere arrivati ad errori così evidenti, ma fa emergere un sistema regionale confuso e non funzionale.
E’ questo è un problema politico e gestionale di cui il Presidente Musumeci dovrebbe farsi carico perché al di là degli errori gestionali e personali, è emerso che  il “sistema Sicilia” altro non è che un sistema di gestione della cosa pubblica anarchico e inutilmente burocratico. Inaccettabile nel terzo millennio.
Mancano le linee guida, manca l’uniformità delle procedure, manca il coordinamento e  manca, in ultima analisi, una politica capace e responsabile.