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Birgi. Parrinello e i 2,5 milioni di passaggi … Ovvero, quando non si vuole prendere coscienza della realtà

La questione Aeroporto di Trapani Birgi, è tornata nuovamente alla ribalta a causa dell’addio allo scalo da parte di Alitalia. Tutti intervengono contro Alitalia e contro al sua politica commerciale. Si è parlato addirittura di “omicidio”  e il presidente della Regione ha affermato che è  “Irresponsabile tagliare i voli per la Sicilia”.
Tra i tanti, oggi parla anche Antonio Parrinello, dirigente regionale e direttore del Parco Nazionale di Pantelleria, il quale, non si sa sulla base di quali fatti non noti a più, afferma che oggi Birgi avrebbe 25 rotte con Ryanair e il traffico sarebbe sui 2,5 milioni di pri.   assegge
Anche Parrinello sembra non voler accettare il fatto che l’aeroporto non è il mezzo per il turismo, ma una delle parti, e neanche la prima in ordine di importanza, ma sopratutto dimostra di non sapere che l’aeroporto di Birgi è  dimensionato su un livello di servizio e di capacità orario di un milione di passeggeri (Ombra a La Sicilia 26.09.2010).
Politica e operatori commerciali e turistici proprio non vogliono accettare il fatto che il territorio non è “turisticamente” attrattivo, e non tanto perché manchino le bellezze naturali, architettoniche e siti archeologici, quanto per la totale mancanza di progettazione e organizzazione. Scrivemmo cinque anni fa, esattamente il 14 settembre 2015, “ Birgi paga anni di “completa stasi” e di cieca fiducia nel “Dio” denaro pubblico come se questo potesse coprire per decenni mancati progetti ed errori politici e manageriali”  e che “Tutti parlano di turismo, tutti parlano di tutto ma appare sconcertante che nessuno, come sembra, sappiano di cosa parlano non conoscendo i numeri su cui basare un progetto di rilancio, e soprattutto, continuano a non prendere in considerazione i veri problemi che impediscono lo sviluppo del turismo nel trapanese e dello scalo” (leggi anche http://www.osservatorio-sicilia.it/2015/09/14/aeroporto-trapanibirgi-ryanair-lascia-se-succede-la-politica-chieda-scusa-ai-cittadini-e-non-si-stracci-le-vesta/ [1]).
E torniamo ai numeri che nessuno sembra voler vedere ma che dovrebbero far riflettere a quanti si avventurano a parlare della questione.
Il massimo del suo potenziale, Birgi che è comunque uno scalo funzionale ai cittadini del territorio,  lo ha raggiunto, sulla spinta di un traffico prevalentemente domestico, nel 2013 con 1.878.557 passaggi aeroportuali per poi iniziare una lenta ma costante discesa non attenzionata dal management, dalla politica e dagli  operatori economici e turistici.
Nel 2014 i passaggi calano a    1.598.571, quindi  1.586,992 per passare a 1.493.519 nel 2016 e   1.292.957    2017. Nel 2017, per  correttezza,  si deve ricordare che trend negativo , è stato accentuato a causa della chiusura, per alcuni mesi, del traffico commerciale per l’operazione Libia.
Nel 2018, il crollo a 480,524 passaggi non fa testo perché intervenuto il disimpegno Ryanair.
Quando per un anno si hanno delle perdite, la cosa fa pensare ma non allarma perché possono essere tanti i motivi per un ribasso oppure di un rialzo. Si analizza il problema e si cerca di correggere il sistema.
Ma quando la curva della decrescita supera l’anno , in qualsiasi attività industriale, commerciale e turistica, scatta l’allarme. Nel trapanese, tutti sono stati disattenti, management, politica, operatori turistici e commerciali. C’era Raynair e il  famoso co-marketing che co-marketing non era.
In pratica, a Ryanair atterrava a Birgi,
Oggi, dare la colpa ad Alitalia che lascia lo scalo perché non garantise un giusto ritorno economico, oppure lamentare complotti politici palermitani,  è voler nascondere la testa sotto la sabbia per non vedere che tutto ha origine dalla mancanza di un progetto, dalla totale mancanza di organizzazione turistica, di servizi,  e trasporti non certo all’altezza di un territorio che pretende di considerarsi turistico.
Se qualcuno, esperto in materia, ha elementi per smentire…

 

Vedi anche: 

Airgest/Raynair. Lettera aperta al rappresentante dello stato nel territorio di Trapani, Leopoldo FALCO [2]

Aeroporto Birgi. Scoppia di salute? Sembra di no perché con l’aumento dei passeggeri … cresce il deficit [3]

Sicurezza aeroportuale. Ombra risponde, inutilmente sarcastico e sfuggente (alle sue responsabilità …). L’ENAC tace! [4]

Aeroporto di Birgi. L’emergenza per la chiusura di Palermo fa emergere verità scomode e nascoste … [5]

 

Ryanair e Birgi. Il bluff del “co-marketing”, in realtà aiuto di stato, non paga [6]