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Aeroporto di Trapani:  Musumeci  si conferma presidente nazionalista e rimanda ad altri la soluzione

Ci risiamo. Esplode ancora una volta il caso dello scalo trapanese che sin dalla sua apertura, eccetto qualche periodo di sviluppo dovuto più dall’ingente trasferimento di denaro pubblico a Ryanair con il tanto o contestato e non coerente alle norme di legge contratto di coomarketing che da un vero piano  di sviluppo commerciale,  non ha mai dato l’impressione di poter diventare uno scalo di interesse per le compagnie. La crisi di Birgi è come una influenza, ciclica.
Ciò va detto, non per demeriti esclusivi del management , quanto per colpa di una  politica siciliana arruffona e inadeguata, alla poca visione degli operatori turistici, e infine, del sistema arretrato della gestione dell’economia del territorio.
L’Aeroporto paga in definitiva, per deficienze proprie e non proprie di cui nessuno ancora oggi vuole parlare molto probabilmente perché nessuno è capace di trovare una soluzione che non sia solo  pagare il “pizzo”  (vedi co-marketing !!) a questa o quella compagnia per atterrare a Birgi.
D’altra parte basta rivedere la storia dei bandi per la continuità territoriale per capire come si viaggi a vista, senza programmi e senza progetti. E’ da più di dieci anni che che Osservatorio lo ripete.
L’appello di Musumeci al presidente del Consiglio Conte e il lamento del  Presidente  di Airgest che invoca la piazza, dimostrano come sempre, che la Sicilia non riesce a governare senza l’assistenza dello stato senza però mettere sul tavolo progetti seri ed attuabili.
Il futuro si programma, si attua  ed infine si inaugura.  In Sicilia nonsi programma e sopratutto non si attua.
Non è questione di uomini o donne, è questione della mentalità atavica aggravata  dalla supina accettazione da parte della politica, di un colonialismo italiano che attrae quanti si propongono per il governo dell’Isola.
E’ tempo che i siciliani si sveglino dal torpore in cui sono stati cacciati dall’assistenzialismo  statale e dalla pochezza della politica locale e pretendere  una politica regionale capace ed autonomistica.
Il fallimento della gestione dell’Aeroporto di Trapani, può essere un inizio.
Ma chi saprà “afferrare al volo “ l’occasione per un rilancio programmato dell’economia siciliana e di riflesso della questione dell’aeroporto di Birgi?
Non certo il presidente Musumeci, né l’attuale parlamento siciliano, tantomeno la politica locale  e l’attuale management.
Se non  si cambia mentalità la Sicilia è destinata al declino con buona pace dei fasti del passato.