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COVID19. Consegna corrispondenza a firma. Poste italiane precisa, ma di fatto  conferma la non coerenza alla legge

Con il nostro articolo del giorno 26 us  avevamo evidenziato come Poste Italiane avesse diramato agli uffici periferici disposizioni operative per la consegna di posta a firma, ovvero raccomandate con valore oltre 25 euro e atti giudiziaria (i.e. multe) , non coerenti con le norme di legge.
In pratica si disponeva che l’addetto alla consegna, anzichè consegnare come norma di legge l’atto al destinatario, lasci in cassetta, senza conferma di firma di quest’ultimo, un avviso di giacenza con una annotazione di giustificazione.         

Nota Poste Italiane

Nella nota si legge che   “ PT la informa che , dal 30/4/2020, effettua la notifica degli atti giudiziari (ndr.  multe cds) tramite deposito presso l’ufficio postale e  immissione dei relativi avvidi di giacenza nella cassetta domiciliare, ai sensi del DL 18/20 art. 108bis.

Con il nostro articolo abbiamo evidenziato, riportando gli articoli di legge citati da PT,  che tale disposizione interna dell’Ente non è assolutamente coerente e rispettoso della legge, del  Codice Civile.

Orbene. Con una nota del 27 Marzo, Poste Italiane ribadisce che  il servizio è stato  così predisposto  “ Al fine di garantire il distanziamento sociale, gli invii in contrassegno o con consegna a mani proprie, le Assicurate superiori a € 250 e gli invii non immessi in cassetta per assenza del destinatario dovranno essere ritirati presso l’ufficio postale, previo rilascio dell’avviso di giacenza” e riafferma che tali disposizioni sono adottateai sensi dell’art.108 del Decreto Legge 17 marzo 2020, n. 18 (cd. “Cura Italia”), da ultimo modificato dall’art. 46 del Decreto Legge 19 maggio 2020, n. 34  (cd. “Rilancio”.

Con la nota, Poste Italiane non smentisce quanto da noi pubblicato perchè non contesta  quanto ampiamente documentato nel nostro articolo del giorno 26 e con cui si evidenziava come tali disposizioni non siano coerenti e rispettosi delle norme di legge cui lo stesso Ente riferisce a sua giustificazione.

Inoltre, il citato articolo 46 altro non fa che confermare di fatto le disposizioni di legge con l’aggiunta di una previsione : “Sono fatti salvi i comportamenti tenuti dagli operatori postali per garantire la continuita’ del servizio e la tutela della salute pubblica in occasione dello stato di emergenza.

A meno di una nostra svista, non si legge da nessuna parte delle norme citate, modificazioni alle norme in materia di consegna della posta a firma.

Infine, l’asserita necessità di garantire la distanza sociale appare in tutta evidenza un non senso ove si consideri che costringendo l’utenza a recarsi presso gli uffici postali si aumenta il rischio di contagio che si vorrebbe evitare con queste procedure non previste dalla legge, e ciò,  come si può notare dalla foto, a causa dell’aumento esponenziale del numero di persone costrette a recarsi, senza alcuna necessità, presso gli uffici postali.

Ma c’è una considerazione giuridica che andrebbe fatta da Poste Italiane a tutela del proprio personale.  Nel caso in cui le assicurate e gli atti giudiziari (i.e. multe) non venissero ritirati entro i termini di giacenza, come potrà l’addetto   “giustificare” la consegna dello stesso avviso di giacenza senza che questa consegna sia confermata dalla necessaria firma del destinatario?

Riferimenti:
http://www.osservatorio-sicilia.it/2020/05/26/poste-italiane-la-mancata-consegna-delle-raccomandate-crea-disservizi-e-pericoli-di-contagio-per-lutenza/ [1]