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Covid19 a Marsala. COC convocato ma mai attivato. AAA Protezione Civile cercasi

Il 5 Marzo 2020 Il Sindaco di Marsala, con grave e notevole ritardo rispetto alla dichiarazione  di emergenza nazionale dichiarata il 31 Gennaio,  convoca in via precauzionale il COC (Centro Operativo Comunale)una sorta di sala operativa composta dai rappresentanti dei servizi generali quali sanità, amministrazione, comunicazioni, traporti, ecc   che interagendo tra di loro dovrebbero coordinare le esigenze nelle emergenze – e nomina come Coordinatore di  attuazione al Piano Comunale di Protezione Civile,  il Comandante della Polizia Locale che  con le  altre forze di Pubblica Sicurezza  dovrà anche vigilare per l’esecuzione dei provvedimenti .
Dopo tale data nessuna altra azione conseguente e quindi, così come è stato convocato, il COC e la Protezione Civile, in piena emergenza sono spariti completamente lasciando ad associazioni varie il compito di organizzare e gestire le poche attività sociali messe in atto.
Per quanto riguarda la distribuzione dei pacchi spese l’amministrazione ha ceduto di facto ogni attività inizialmente a due fondazioni,  mentre per la distribuzione  dei tablet che le scuole dovevano distribuire agli studenti , si è proposta in maniera del tutto diretta, l’associazione Mamme Attive della consigliera Linda Licari.
Di fatto, il Piano di Protezione Civile, vecchio di anni e da quanto si è appreso, mai aggiornato, è rimasto nel cassetto e tutto a Marsala, sembra essere stato affidato al caso perché  non è  mai stata attivata la sala operativa e non è stata attivata la cellula operativa della Protezione Civile comunale,  con la logica  conseguenza che a Marsala l’emergenza non sembra che sia stata, e che sia ancora oggi,  gestita senza un preciso piano operativo.
La città oggi paga la totale assenza di un coordinamento e l’amministrazione sembra non essersi resa conto, al di là delle dichiarazioni e della estemporanea ordinanza del sindaco che pretendeva di  imporre l’uso della mascherina anche per le strade e nelle piazze, delle necessità dei cittadini.
La dimostrazione più evidente è l’organizzazione della distribuzione dei pacchi alimentari. Un accordo pasticciato tra Amministrazione e due Fondazioni marsalesi che fa sorgere dubbi sia sulle modalità della scelta dei due soggetti privati, sia sull’organizzazione logistica ed amministrativa. Per non parlare della decisione del sindaco che ha imposto come base operativa un locale, ex garage in disuso del Comando di Polizia Municipale, poco areato e da tempo non utilizzato.  Di certo non un locale adatto per la conservazione di generi alimentari.
Ma così’ è.