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COVID19. Conte grida al miracolo europeo ma Nostra Signora di Lourdes smentisce

Parlando di miracolo si può dire che Lourdes smentisce “Giuseppi” Conte che ieri  non ha saputo trattenersi e così anche dopo un inconcludente vertice europeo che ha visto l’Italia uscire, come affermano sotto traccia ma neanche tanto, i giornali tedeschi e olandesi.  Alle parole del presidente del consiglio italiano che grida al “miracolo” europeo e di decisioni inimmaginabili fino a qualche tempo fa,  fanno da contraltare quelle  di Angela Merkel  che ha affermato che “ciò significa che prevediamo contributi  (ndr. da parte degli stati) più elevati dal prossimo bilancio”   e un no secco agli eurobond. 
Tra le righe, oggi ti diamo,, attraverso il MES,  37 miliardi di cui 15 già italiani, con il prossimo bilancio aumentiamo i contributi e quindi i 37 miliardi in pratica sono totalmente soldi italiani dati all’Europa che te li presta con interessi e condizioni. Già perchè il trattato del MES prevede “condizioni” che si dice, a parole, che si possono togliere almeno per un anno,  come afferma il diretto del MES, Klaus Regling, ma solo se viene modificato il trattato. E questo richiede, se ipotizzabile, un tempo di almeno due o tre anni se non più. Quindi oggi il MES è una trappola e la “troika” sarebbe solo rimandata di un anno dal “prestito”.

Klaus Regling, direttore generale del Meccanismo europeo di stabilità (MES)

Dalle parole fumose e celebrative del Presidente del Consiglio comunque, che ha impiegato stranamente 2,50” nella sua compassata televisiva, si comprende che a livello europeo ancora non sarebbe stato deciso se i fondi sono da considerarsi presiti o trasferimenti mentre è stata definitivamente sbarrata la richiesta italiana degli eurobond.
In definitiva, il fallimento del vertice appare chiaro quando notiamo che l’unico risultato che emerge è la conferma di quanto deciso nell’euro vertice a cui ha partecipato il Ministro per le Finanze.  Ovvero, la conferma che gli strumenti attuabili, non si sa quando, che rimangono quello tradizionali i cui trattati vanno comunque rispettati: BEI, MES e SURE).
Conte ha sempre detto che non sono strumenti che l’Italia intende usare, salvo poi, come è emerso nel discorso alle Camere, prendere una decisione definitiva dopo attenta valutazione.
A parole ovviamente, perché è chiaro che la trappola europea per il MES sembra scattata e l’Italia sembra definitivamente invischiata nel meccanismo mentre la Francia in questo contesto sta giocando una doppia partita. Da una parte lusinga l’Italia che con Conte è cascata nel tranello, dall’altra, va a braccetto con la Germania con cui discute e decide attraverso vertici bilaterali.
Ma ritornando sulla questione prestiti o trasferimenti, è ovvio che qualora si tratti di prestiti sarebbe una sconfitta di Conte su tutta la linea.
Se invece gli aiuti fossero trasferimenti, con l’uso dei “coronabond”, ciò significherebbe che l’Europa si indebiterebbe perché in questo caso il deficit non viene monetizzato come negli USA e altri stati nel mondo.
Quest’ultima possibilità appare solo una chimera italiana perché, Germania e Olanda in testa, nessuno dei paesi europei intende accollarsi i debiti italiani e la stessa Germania ha in casa i lander dell’est  che non accettano l’ipotesi di pagare i debiti dei paesi “del sud Europa”.
Questa è la situazione e di rinvio in rinvio, si assiste al progressivo collasso dell’economia italiana.
Ieri, la politica europea ha abdicato ai tecnici e delegato alle decisioni la Commissione Europea,, lavandosene le mani come Pilato.
Come dire. L’Europa è definitivamente fallita. Rimane ancora forte solo l’associazione delle lobby.

Michele Santoro