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COVID—19. Possibile collasso economico di tante PMI che hanno assegni post datati

Sono passati oltre 20 giorni da quando il Presidente della Regione Siciliana (ndr.: non Sicilia come riporta erroneamente il Sole24Ore), Nello Musumeci, ha sollevato il problema degli assegni post-datati.
Una prassi quella dei post-datati, che è vietata per legge da molti anni ma molto diffusa tra fornitori e commercianti.
Musumeci ha sollevato un  problema serio ma il governo centrale almeno fino ad oggi, malgrado il Presidente regionale ne abbia fatto pubblica menzione e formalmente sollecitato in televisione il vice ministro delle finanze, non sembra averlo minimamente affrontato.
Musumeci ha certo commesso errori in questa emergenza ma bisogna dargli atto che almeno ha cercato di sollevare il velo di ipocrisia che avvolge la questione. Al GDS, ha dichiarato: “C’è tanta ipocrisia, nessuno ha il coraggio di dire come stanno le cose. In Sicilia, forse anche altrove, gran parte delle piccole imprese lavora e acquista merci con assegni post-datati. Con l’emergenza in corso, chi ha già consegnato con assegni post-datati a trenta giorni non può pagare. Ed è chiaro che va in protesto (…). E’ contro la legge, ma in questo momento vogliamo vedere in faccia la realtà?”.
Ora, il  problema. Se gli assegni venissero messi all’incasso risulterebbero non coperti non andrebbero “buon fine”.
Il risultato potrebbe essere un bomba economica perché la conseguenza potrebbe essere una comunicazione alla centrale rischi che condizionerebbe l’attività delle aziende che non avrebbero , in futuro, possibilità di credito e capacità di emissione di assegni.
Quante aziende si trovano in queste condizioni ? Difficile stabilirne il numero. Qualcuno azzarda che il 40% delle aziende acquista con assegni post-datati.
La soluzione? Si potrebbe sospendere l’incasso fino al termine dell’emergenza oppure fare in modo che venga sospesa ogni iscrizione alla centrale rischi almeno per questi assegni emessi immediatamente prima della dichiarazione di emergenza.
Fino ad oggi nessuna notizia. Ma attenzione, chi pensa che riguardi solo la Sicilia e il Sud, si sbaglia. Questa prassi è molto in uso anche da parte di industriali e commercianti del nord.