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COVID19. Giorgia Meloni non risponde alle domande. Risentita dal termine “gozzovigliare”

Abbiamo inviato al Deputato Carolina Varchi, alcune domande poste da una giovane imprenditrice
al presidente del movimento politico Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni. Non avendo ricevuto alcun riscontro, abbiamo sollecitato il deputato Varchi che, per tutta risposta ci ha riferito che “Forse è il caso di riformulare perché non risponderemo a nessuna intervista da parte di chi pensa che “gozzovigliamo” invece di svolgere il nostro lavoro” . Poiché la Varchi ha scritto “non risponderemo” è lecito supporre che ne avesse parlato con Giorgia Meloni e quindi che sia il presidente di Fratelli d’Italia a non rispondere alle domande.
Abbiamo obiettato che tenuto conto della situazione, le risposte alle domande potessero essere un momento di stemperamento del clima che in generale si respira in Italia in questi giorni e che comunque, in sede di pubblicazione avremmo provveduto a ripubblicare le domane nella giusta cornice.
Abbiamo precisato anche che l’invio del testo integralmente come ricevuto senza modificarlo, voleva far giungere alla politica il senso del sentimento che sta crescendo e quindi della necessità da parte di questa di dare attenzione e risposte.
Precisazioni cui ha fatto seguito solo un “assordante” silenzio, facendo quindi emergere senza ombra di dubbio che Fratelli d’Italia abbia perduto un’occasione per dimostrarsi vicina agli italiani e soprattutto all’imprenditoria giovanile che rischia di veder svanire i progetti su cui avevano puntato.
Non è così che si fa politica, pensiamo che chi pretende di rappresentare il popolo debba sempre e comunque ascoltare e rispondere a tutte le domande. Lecite e non offensive.

Il testo dell’intervista:

1) Il ministro Gualtieri non approva la cancellazione delle imposte e dei contributi in quanto “le entrate fiscali sono necessarie a difendere la nostra comunità, a finanziare la ricerca, la sanità, la protezione civile, tutto quello che ci aiuterà a superare questo periodo difficile.”
Siamo in stato di necessità, le attività sono totalmente bloccate, ergo non c’è il minimo guadagno.
Qualcuno dovrebbe spiegare al ministro la matematica: se non ci sono entrate non c’è possibilità di provvedere al pagamento di mutui, affitti, utenze, imposte e contributi.
Che sia il caso che il ministro provveda alle ripetizioni on line da casa con i bambini?
La sospensione (e non il rinvio) dei suddetti oneri sono un diritto, e sono necessari ora, non una questione da valutare in seguito quando ci saranno sulla coscienza (ammesso che lo stato ne abbia una) decessi e suicidi di imprenditori che non arriveranno a pagare più nulla. O ve li siete già scordati quelli di 5 anni fa?

2) Ho meno di 40 anni, faccio parte della giovane imprenditoria, ho due attività da gestire, una asd e una srls, entrambe sono completamente ferme. Tuttavia, gli affitti vanno pagati. Avete pensato a come dovremmo provvedere OGGI al pagamento dei medesimi? Per le attività private si dovrebbe soltanto rescindere il contratto per eccessiva onerosità sopravvenuta, in pratica chiudere le serrande e mandare tutto a quel paese. Certamente è una soluzione facile per chi porta a casa 40.000 al mese. Complimenti. La giovane imprenditoria è solo una buffonata per riempirvi la bocca e guadagnare voti se poi non sostenente realmente le giovani imprese.

3) (Premesso che non è la sede questa per interrogarci sul PERCHÉ l’Italia sia priva di sufficienti fondi pubblici). L’Italia non ha un’ingente quantità di fondi pubblici a cui fare ricorso. Perfetto, ne prendiamo atto. Tuttavia, tra senato e camera dei deputati esistono più di 900 parlamentari ciascuno dei quali guadagna in media mensilmente il doppio di quanto guadagna un dipendente pubblico in un intero anno. È una situazione di necessità e urgenza. Ma l’oligarchia italiana preferisce godere di tutti i benefit vedendo morire chi li ha portati alla fortuna. La storia si ripete. Per la serie: morirete tutti o di covid-19 o di stenti ma alla fine noi rimarremo sulle nostre poltrone ricchi e contenti. (Non vorrei essere proprio io a rammentarvi che fine abbiano fatto i Borbone Lorena e i Romanov, così per rinfrescare la mente).
Avete mai pensato di ridurre, almeno provvisoriamente, non sia mai cadiate tutti in rovina per 10000 euro in meno per tre mesi, i vostri chiamiamoli “stipendi” (dato che lo stipendio è il profitto del duro lavoro di un dipendente, voi a parte gozzovigliare non fate altro)? La media sarebbe di 9 milioni di euro al mese da devolvere interamente alla causa. Tra l’altro non so chi curi le PR dei politici ma ci guadagnereste in fama e credibilità. Ma a quanto pare, in Italia, soltanto Giovanni Rana è in grado di fare ricorso al buon senso e al marketing.

4)Non è una domanda, ma una considerazione. TUTTI avete gestito malamente la situazione. Avreste dovuto procedere alla serrata nazionale obbligatoria per due settimane di fila, chiudere totalmente le frontiere, sopprimere voli, treni, navi e chiudere autostrade. E forse, forse, la situazione sarebbe stata controllabile. Tuttavia siamo in Italia, e le lobby hanno diritto di parola. Le lobby governano il nostro paese ( e non è complottismo, ma solo la realtà dei fatti, perché a parte alcuni idioti, la gente non è scema). Ora a causa delle lobby ci troviamo in questa situazione. Per cui un plauso a tutti voi. Mi alzo in piedi e vi batto le mani e mentre lo faccio, mi vergogno di essere italiana.
In Italia si predica la democrazia, che di democrazia non ha nulla. È solo un’oligarchia mascherata da democrazia. 900 persone e le lobby si spartiscono la pagnotta a discapito della povera gente. Ma a voi che interessa? Nulla. Allora non chiedete agli italiani (onesti) il cambiamento, perché diceva mia nonna “la mela non cade mai lontano dall’albero”.

Chi scrive non ha interessi politici o partitici. Le domande sono rivolte all’intera rappresentanza (???) politica, poiché in una situazione di crisi come la presente si dovrebbe far fronte comune invece di guardare ai propri interessi. Non è utopia, è sintomo di una grande nazione, ammesso che lo siamo mai stati se non dal 27 a.c. al 476 d.c.

Che aggiungere ?

Michele Santoro