- Osservatorio Sicilia/Mondo e Dintorni - http://www.osservatorio-sicilia.it -

COVID 19. Il DPCM del 22 Marzo è un atto che viola i diritti costituzionali dei cittadini

Perché Mattarella permette la violazione della Costituzione?

Secondo illuminati giornalisti e politici “democratici” e progressisti, ciò che è avvenuto in Ungheria può definirsi un vero e proprio colpo di stato.
Cosa è successo è semplice, il Parlamento ungherese, preso atto di una situazione di emergenza, approva una norma con il quale assegna al presidente Orban,  poteri speciali senza limite di tempo per combattere l’epidemia di coronavirus.
Le cancellerie “democratiche” dei partiti della maggioranza, dimentichi della Costituzione italiana e dell’anomalia delle decretazioni di Giuseppe Conte, si appellano all’Europa per condannare il nemico ungherese.
Nessuno parla invece della palese violazione della Costituzione da parte del Presidente del Consiglio dei Ministri che attraverso un decreto (DPCM) amministrativo, vieta la libertà personale dei cittadini e la libera circolazione all’interno dello Stato.
Infatti, ciò che all’inizio della situazione di emergenza era un semplice invito o consiglio, con
Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 22 Marzo 2020,  pubblicato sulla GURI 76 del 22 Marzo 2020 si è trasformato in un “divieto”. Paragrafo b) dell’art 1 , dispone tra gli altri “è fatto divieto a tutte le persone fisiche di trasferirsi o spostarsi, con mezzi di trasporto pubblici o privati, in un comune diverso rispetto a quello in cui attualmente si trovano, salvo che per comprovate esigenze lavorative, di assoluta urgenza ovvero per motivi di salute; conseguentemente all’articolo 1, comma 1, lettera a), del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 8 marzo 2020 le parole “. E’ consentito il rientro presso il proprio domicilio, abitazione o residenza” sono soppresse;.
La Costituzione non attribuisce al Presidente del Consiglio il potere di vietare la libera circolazione sul territorio dei cittadini né di delegare gli organi di polizia ad impedirla.
Secondo il dettato costituzionale, infatti, ad ogni cittadino è consentito di circolare liberamente sul territorio dello stato senza limitazione a meno di un divieto imposto per legge per motivi di sanità o di sicurezza.
Costituzione italiana. Art. 16 “ Ogni cittadino può circolare e soggiornare liberamente in qualsiasi parte del territorio nazionale, salvo le limitazioni che la legge stabilisce in via generale per motivi di sanità  o di sicurezza”.
Nessuna protesta, nessun intervento degli organi istituzionali per difendere il diritto e nessun intervento politico per denunciare pubblicamente la violazione della Costituzione italiana e da parte del Presidente del Consiglio dei Ministri. Infine, nessun intervento da parte del Presidente della Repubblica, custode della Costituzione.
La situazione di emergenza sanitaria dichiarata con delibera del Consiglio dei Ministri il 31 Gennaio 2020, non giustifica  gli atti adottati dal Presidente del Consiglio i cui poteri non si spingono fino a determinare unilateralmente la politica governativa e  la violazione dei diritti costituzionali della persona e la libertà di circolazione. La stessa legge 400/1980 citata in premessa nel decreto, non attribuisce al Presidente del Consiglio alcun potere di adottare provvedimenti aventi carattere di legge e coercitivi della libertà personale con un DPCM.
Avrebbe dovuto, invece, convocare il Consiglio dei Ministri per discutere e deliberare, vista l’urgenza, un Decreto Legge, che ha forza di legge provvisoria e per un tempo ben preciso, convertire in legge entro 60 giorni da parte delle Camere.
Unico strumento previsto in modo chiaro dalla  Costituzione per disporre la limitazione della  libera circolazione dei cittadini.
Non si vuole mettere in discussione la necessità di adottare i necessari provvedimenti sanitari d’urgenza per impedire il contagio, ma il fatto che sia stata violata la Costituzione italiana . Il Presidente del Consiglio aveva ed ha,  tutti gli strumenti  per agire in stato di emergenza e di urgenza senza per questo violare le norme e il diritto costituzionale.
Quali i “supremi” motivi che hanno determinato un generale torpone istituzionale e mediatico ?

Michele Santoro