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Coronavirus. Incredibile. I militari impiegati per COVID-19 ancora discriminati dal governo

Anche con l’ultimo decreto governativo, non una singola citazione a favore dei militari impiegati per l’esigenza COVID-19 .

Ciò che sta accadendo ai danni del personale delle Forze Armate che operano  già sul territorio per l’operazione strade sicure e a cui è stato modificato l’ordine di servizio in “tutela dell’ordine pubblico” per garantire il rispetto dei decreti governativi, è la dimostrazione palese di come il governo della repubblica tenga in considerazione la salute e il rispetto dei militari.
Anche nell’ultimo decreto varato, non una singola parola di chiarimento circa le tutele sanitarie, giuridiche economiche dei militari impiegati.
La decisione di dispiegare i  militari per esigenze di ordine pubblico specie per l’esigenza COVID19, comporta tre decisioni ineludibili.
Innanzi tutto, l’attribuzione al personale militare dello status di “ufficiale di PS” senza il quale la loro presenza è meramente figurativa non avendo alcun potere intervenire in caso di aggressione o comunque di violazione delle norme. Se è vero, come affermava nel 2013 in un articolo pubblicato su Infodifesa il capo della polizia Alessandro Pansa , che i professionisti della sicurezza sono i poliziotti, è innegabile che quando i militari vengono impiegati in ordine pubblico devono avere lo stesso status delle forze dell’ordine, altrimenti è aria fritta.
Quindi,  fornire a tutto il personale impiegato adeguati dispositivi di protezione personale e per ultimo ma  non ultimo, il riconoscimento di adeguato compenso economico.
Riceviamo oggi e pubblichiamo, la delibera del COCER Esercito intervenuta con decisione sugli aspetti citati. In Particolare, il COCER,  “ ha chiesto che tutto il personale impiegato nell’operazione strade sicure e riconvertito ad esigenza Covid abbia lo stesso trattamento economico del colleghi delle forze di polizia. È inaccettabile che gli uomini dell’Esercito, che in questo momento stanno dando il maggior supporto a sostegno delle istituzioni ed impiegati per  ospedali da campo, medici ed infermieri in prima linea, nuclei di bonifica  controllo biologico, trasporto salme e controllo del territorio, sia ricompensato con indennità straordinarie, nettamente inferiori ai colleghi del Comparto Sicurezza. Elargire il portafoglio per dare 70 ore di straordinari al  mese sia ai poliziotti che ai  carabinieri e 20 ( forse 40) ai Soldati che buona parte lavorano fuori sede è una mancanza di sensibilità ed attenzione verso i militari  italiani che nel momento del bisogno corrono al capezzale del paese. Il Cocer si  appella al ministro GUERINI affinché queste ingiustificabile sperequazione venga presto sanata a tutela della dignità di tutti i militari dell’esercito. I soldati rispondono sempre signorsì quando occorre salvare vite umane, ma non possono essere trattati come carne da macello alla bisogna ed essere abbandonati al loro destino di possibili bersagli di un nemico invisibili contro il quale nessuno può nulla se non i soldati a garanzia del bene comune”.
Ms