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COVID 19. 8 Settembre 1943,  Il Re fugge –  9 Marzo 2020, caos governativo e regioni in ordine sparso. Parlamentari disertano le aule.  

Mai ai comuni chi ci pensa?

Ciò che sta accadendo in Italia in questi ultimi due mesi è la chiara dimostrazione di come il paese sia  governato da politici incompetenti e incapaci e composto da una classe dirigente per certi aspetti irresponsabile. Il governo, in piena confusione, decreta per suo conto mentre le regioni, in ordine sparso, emanano provvedimenti che in parte correggono gli svarioni e le dimenticanze governativi.

Unica certezza: i parlamentari scomparsi dal parlamento nel momento in cui la massima istituzione pubblica dovrebbe essere in permanenza riunita.
Siamo passati nel giro di qualche giorno da “tutto sotto controllo”,  irresponsabilmente affermato dal Presidente del Consiglio dei Ministri, al “chiudiamo l’Italia” sempre di Giuseppe Conte.
E durante questo tempo si sono succeduti e, purtroppo, continuano a succedersi, dichiarazioni di questo o quel politico, di questo o di quel pseudo scienziato che affermano di tutto e di più incuranti, taluni, delle castronerie dette nei primi giorni dell’epidemia.
Sfacciati, con boria e supponenza , affermando in contrario di quanto affermato  qualche tempo prima, si presentano ancora oggi in televisione, invitati nei talk show dai soliti giornalisti a spiegarci come comportarci  per combattere il virus.
Fiumi di parole, di detto e di non detto, di detto e contraddetto, i cui danni si possono toccare con mano nella vita quotidiana che sembra non vivano questi signori.
Parlano di tutto ma fino ad oggi, a meno di esserci perso qualche passaggio, nessuno,  dal Prof. Mattarella, all’ultimo politico, passando per il governo, ha mai detto una parola su come i comuni italiani debbano affrontare questa emergenza.
Giuseppe Conti, l’uomo dai decreti emanati a ciclo continuo quasi come una telenovela, non  ha scritto un singolo rigo di disposizioni economiche sui Comuni quasi che non esistano nell’ordinamento italiano.
Eppure questi tanto vituperati enti,  oggi sono  in prima linea cercando di combattere il nemico chiamato COVID 19, senza uno straccio di direttiva nazionale o regionale.
E soprattutto, senza sapere come poter gestire non solo l’emergenza, ma anche e soprattutto il dopo.
Perché appare chiaro che le conseguenze economiche delle famiglie e dei loro mancati guadagni si rifletteranno evitabilmente sulle casse comunali.
I danni della confusione e della incapacità e irresponsabilità politica del governo, saranno così gravi da costringere gli amministratori locali non solo a rivedere i propri bilanci, ma anche a tagliare servizi sociali indispensabili a meno di un aumento sostanziale delle imposte future.
Insomma, tra qualche mese, la catastrofe economica investirà l’Italia, e Giuseppe Conte, il suo governo e tutto il Parlamento, ne dovranno rendere conto.
Michele Santoro