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COVID-19. E ora l’Esercito. Solo che lo stato si dimentica “per decreto” che esiste

E’ sempre la solita storia. Come spesso si dice che D-o e l’Esercito in tempi di benessere e di tranquillo tran tran della vita, D-o e l’Esercito sono dimenticati dallo stato e dalla popolazione salvo rivolgersi a loro in caso di emergenza .

Lungi da voler mettere sullo stesso piano D-o e l’Esercito, ma il paragone regge perché quando tutto va bene le Forze Armate sono scomode, piene di complottisti e pericolosi per la pace. Poi, all’emergenza, gli uomini con le stellette diventano “angeli della pace e della vita”, come oggi vengono definiti i medici,, gli operatori sanitari e infermieri dopo che per decenni nessuno si è accorto di loro. O meglio, sono stati abbandonati.
Ora l’Esercito viene chiamato per difendere la salute pubblica e l’Esercito, le Forze Armate, come sempre rispondono “presente”.
Ma stavolta i militari non sono gli angeli,  e quindi nessuno si chiede se sono nelle condizioni di sicurezza sanitaria idonea per poter svolgere il delicato compito di ordine pubblico cui sono chiamati a svolgere.
Dimostrazione evidente il decreto  pomposamente definito “cura Italia” che non contiene un solo rigo a favore del personale militare tanto da spingere il COCER , la Rappresentanza Militare, a diramare un duro comunicato.
Il COCER Esercito scrive” Le Forze Armate sono chiamate a difendere la Patria da qualsiasi minaccia e così anche a curarne le paure. Mai come ora la Difesa è un punto di riferimento affidabile, un approdo sicuro”.

Queste le parole del Ministro della Difesa, On. Lorenzo Guerini, in occasione della giornata dell’Unità d’Italia. Peccato che questo impiego non sempre venga riconosciuto!

Dopo anni di tagli ai settori strategici del Paese, come sanità e difesa, oggi ci affidiamo ad essi con una cabina di regia che corre ai ripari, e che confida in chi ha deciso di servire la Patria giurando anche a costo della vita.

I militari dell’Esercito Italiano sono orgogliosi di poter servire il Paese in questo difficile momento, operando con le proprie professionalità sanitarie negli ospedali militari e civili, con la propria capacità logistica dispiegando mezzi e materiali in tutto il paese a supporto della popolazione, con la propria capacità operativa monitorando il territorio, finanche impiegando personale per la produzione di materiale sanitario negli stabilimenti civili e militari.

Tutto questo ci onora, l’Esercito è orgogliosamente fiero di essere Italiano!

Purtroppo chi deve legiferare in questo difficile momento non considera tutto questo degno di attenzione, infatti emerge, nel Decreto Legge 17 marzo 2020 n. 18, che gli uomini e le donne dell’Esercito, a parità di rischio e pericolosità, avranno trattamenti economici differenti rispetto al Comparto Sicurezza.

Tutto ciò è veramente incomprensibile, forse perché non vendiamo un prodotto ma serviamo sommessamente la nostra Patria.

Al centro dell’Esercito vi è il personale, come dovrebbero essere i cittadini per una Nazione.

Al nostro personale non dobbiamo dare segnali negativi o di discriminazione, ed ai cittadini dobbiamo garantire il massimo supporto possibile con spirito di servizio e senso del dovere.

Noi soldati non abbiamo mai anteposto la retribuzione alla missione da svolgere, ma esigiamo riconoscimento per ciò che facciamo.

Sig. Ministro della Difesa, On. Lorenzo Guerini, Le chiediamo fermamente di garantire a tutti i Soldati il rispetto finora dimenticato!”.
Che dire, Ministro, se c’è batta un colpo.