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Difesa. Afghanistan: guerra persa. Gli USA trattano da tempo  con i Talebani- L’Italia ai margini  

Diciotto anni fa l’inizio della guerra  in Afghanistan  iniziata dagli USA dopo l’attacco alle torri gemelle.

Una guerra lunga che la coalizione internazionale a guida USA ha perso senza onore.  Dopo l’incremento a oltre 150 mila militari disposto dal premio Nobel per la Pace Hussein Barak Obama, il presidente premiato “alle intenzioni” ha iniziato una sotterranea operazione di colloqui con i talebani. Con l’arrivo di Trump questi colloqui hanno avuto un forte impulso salvo poi rallentare per via della complessità della situazione sul teatro.

La exit strategy non è più eludibile e gli USA hanno oggi tutto l’interesse a lasciare il paese anche se cerca di uscirne senza troppi danni di immagine dopo la sconfitta nel Vietnam,  ma devono accordarsi non tanto con il governo fantoccio voluto dagli USA, ma da quei talebani che pensavano di schiacciare facilmente.

Gli USA  e tutti i paesi della coalizione che ancora si ostinano a rimanere nel paese, come gli inglesi prima e l’ex Unione sovietica ci hanno rimesso le penne e la faccia. L’Afghanistan può essere invaso ma non può essere conquistato e sottomesso. La storia non ha  insegnato nulla e si continua a pensare di gestire i popoli secondo i propri interessi economici e di geopolitica. Somalia, Libia, Siria, Iraq, Niger, Mali, Libano e Yemen per citare i più evidenti, sono i fallimenti più evidenti dell’occidente.
Ma in generale gli interventi dell’occidente aggravano e cancrenizzano i problemi.  In Libano per esempio, UNIFIL ha il “merito” di aver fatto nascere movimento armato e finanziato dall’Iran in funzione anti Israele. In Afghanistan l’invasione del paese e  gli interventi armati in Pakistan  per cacciare AlQaeda è servito solo a far si che Al Qaeda e Talebani potessero cominciare a collaborare tra di loro, ampliare il loro raggio di azione in Medio Oriente e in Africa, e rinsaldare quei contatti con i Pakistani che si erano raffreddati subito dopo l’intervento del 2001.

In Afghanistan gli USA non possono pensare di fare come in Iraq. Dal paese asiatico le forze armate occidentali devono semplicemente lasciare il paese senza condizioni . Non possono pensare di imporre ai talebani la loro presenza ancora per molto.

Oggi, alla fine del 2019 è certo che gli USA si trovano in un cul de sac dal quale sarà molto difficile uscire.
Trattano con i Talebani, formalmente nemici dei loro alleati governativi di quel governo fantoccio di Washington iniziato di fatto con Hamid Karzai a Dicembre del 2001, ma in tavoli separati.

E l’Italia ? Come sempre ha una posizione ambigua. In Afghanistan è andata in guerra spacciando l’intervento  come missione umanitaria per poi lentamente cambiarla in lotta al terrorismo. E’ intervenuta come in altri teatri a rimorchio Usa e ovviamente non ha alcuna voce in capitolo. Aspetta, pensando di essere una potenza mondiale.

Michele Santoro