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New York. Israele chiede al’ONU di riconoscere gli 800mila profughi ebrei cacciati dai paesi arabi e dall’Ira

Ebrei in Medio Oriente

In occasione della sessione dell’Assemblea Generale dedicata ai 72 anni dal voto del 29 novembre 1947 sulla spartizione in due stati della Palestina Mandataria, l’ambasciatore d’Israele all’Onu Danny Danon ha annunciato che intende promuovere una risoluzione volta a riconoscere gli 800mila profughi ebrei cacciati dai paesi arabi e dall’Iran. Ogni anno, nella ricorrenza del voto sulla spartizione, arabi e palestinesi promuovono una serie di risoluzioni anti-israeliane. “Israele accolse i profughi ebrei che vennero integrati nella nostra società – ha detto martedì Danon – La comunità internazionale invece li ha ignorati e ha creato istituzioni corrotte che servono solo i cosiddetti profughi palestinesi.Al fine di correggere l’ingiustizia storica che è stata fatta ai profughi ebrei di questo conflitto proporrò all’Assemblea una risoluzione che riconosca il torto fatto ai profughi ebrei dimenticati, e corregga l’ingiustizia che hanno subito. Si stima che nel XX secolo, 850.000 ebrei furono costretti a lasciare paesi arabi e Iran divenendo profughi – ha continuato l’ambasciatore – Quegli ebrei furono soggetti a brutali aggressioni e molestie e furono costretti a fuggire da Iraq, Egitto, Marocco, Iran e altri paesi lasciandosi tutto alle spalle. Eppure non si sente mai la comunità internazionale parlare di loro quando si discute dei profughi del conflitto, forse perché non fanno comodo alla narrazione palestinese”.