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ITALAIR. Quaranta anni e non li dimostra

Il 2 e il 3 luglio si è celebrato a Naqoura /Sud Libano) , il quarantennale del dispiegamento della Task Force “”ITALAIR”, la più longeva missione di peacekeeping italiana, originariamente “Squadrone Elicotteri Italair”, avvenuto nel lontano 1979 e la sua ininterrotta presenza nel teatro libanese.
Quaranta anni e non li dimostra perché lo spirito, la professionalità e il rapporto con la popolazione del raggruppamento composto da piloti e specialisti di Esercito, Marina e Aeronautica ai quali da qualche decennio si è aggiunta un componente di sicurezza composta da militari dell’Arma dei Carabinieri, è rimasto quello di un tempo e si è cementato.       

BASE NAQOURA 1979

Ma se ITALAIR dopo quaranta anni non è cambiata se non nei mezzi che ovviamente sono stati aggiornati, molte cose sono cambiate.  la “old Italair” era molto più vicina alla popolazione nel senso che non esistevano barriere in cemento come oggi, e il Libano, in particolare il Sud, sono cambiati radicalmente.
Magrado le ovvie tensioni e preoccupazioni per la situazione politico militare, il paese ha avuto negli ultimi decenni un impressionante sviluppo sociale ed economico. La stessa Naqoura il cui nome locale è “An Nāqūrah” oggi appare come una prosperosa cittadina molto diversa da quella che hanno trovato nel lontano 1979 i primi piloti e specialisti di ITALAIR.

Medevac 1981

E merito è tutto ciò va ascritto in parte alla presenza della Task Force che sin dall’inizio del suo mandato ha operato anche per supporto alla popolazione locale con interventi di protezione civile, evacuazione medica ed interventi di antincendio.

Veduta aerea del vecchio campo

A dimostrazione di ciò, proprio durante lo svolgimento della cerimonia che si è svolta nell’antico Ippodromo Romano di Tiro, è scattata una emergenze medica. Un elicottero si è subito alzato in volo per recuperare e trasportare con urgenza al locale ospedale un libanese.

Medevac 1983

Il rapporto tra la popolazione locale e ITALAIR proprio per questo è speciale perché “sentono” gli uomini e ora anche le donne della Task Force, come parte della comunità. Un amico su cui poter contare perché sempre pronto ad intervenire per ogni esigenza o emergenza senza chiedere nulla.

Il quarantennale è stato organizzato dagli uomini di ITALAIR, che con il proprio comandante Ten.Col. Giancarlo Zacà, hanno speso per mesi il loro breve periodo di riposo tra un turno di servizio e l’altro, per poter realizzare al meglio la cerimonia alla quale hanno partecipato 39 ufficiali e sottufficiali, piloti e specialisti in quiescenza  “Veterani” della Task Force, tra cui quattro ex comandanti.
Hanno partecipato all’evento anche i parenti delle vittime dell’elicottero  Agusta-Bell 205 ddi ITALAIR pilotato dal capitano italiano Antonino Sgrò e dal tenente Giuseppe Parisi con a bordo il maresciallo capo Massimo Gatti, l’appuntato dei Carabinieri Daniel Forner e il sergente dell’esercito irlandese  John Lynch, che la sera del 6 agosto 1997, dopo aver appena sorvolato il villaggio di Bint Jbeil ,si è schiantato al suolo. Non sono mai state chiarite le circostanze dell’incidente, ma i commenti dei civili che hanno assistito alla tragedia che hanno riferito che hanno visto una palla di fuoco cadere al suolo, farebbero ipotizzare che possa essere stato colpito da fuoco amico o da altri attori presenti nell’area. La versione ufficiale di UNIFIL è stata “incidente per condizioni meteo avverse”.
Un analogo episodio, senza vittime però, si era già verificato nel 1995 quanto un AB 205 , fatto segno a colpi di contraerea da parte di elementi di Hezbollah che ha provocato un incendio a bordo,  è stato costretto ad effettuare un atterraggio di emergenza fortunatamente senza vittime, ma l’equipaggio appena a terra venne fatto segno di colpi di arma da fuoco e catturato da Hezbollah. Successivamente all’accaduto il Ten.Col. felice Visalli si offri come prigioniero in cambio della liberazione dell’equipaggio. La proposta fu accettata e Felice Visalli fu trattenuto per l’intera notte.

Il Ten. Col. Felice Visalli – accanto al UN 274 attorniato da giornalisti

Liberato la mattina successiva ed autorizzato dall’ayatollah, è tornato alcuni giorni dopo sul luogo dell’incidente per distruggere con esplosivo l’elicottero come previsto dalle normative italiane.
ITALAIR all’inizio disponeva di elicotteri AB 204. Successivamente, ed in momenti diversi, questi sono stati sostituiti dall’AB 205 e quindi dagli attuali AB 212 anche se per un certo periodo la Task Force ha potuto disporre anche di 2 AB 412.
Il mondo di ITALAIR è un mondo variegato composto di militari di tutte le regioni e ovviamente interforze con forte spirito di comunanza, responsabilità, dovere e professionalità. Elementi questi che hanno fatto nascere nella popolazione locale un forte senso di rispetto e stima nei loro confronti.
Quaranta anni di ITALAIR in terra libanese si sono volatilizzati tra i sassi, le sterpaglie e la polvere della Naqoura che avevamo conosciuto. Adesso ci rimane il rafforzamento di un legame e di una stima che si estende anche a persone che prima non si conoscevano neppure e la convinzione che gli uomini di ITALAIR sapranno sempre farsi apprezzare e stimare. E’ questo il vero tesoro che lascia il 40° Anniversario di Italair.

Michele Santoro
“veterano di ITALAIR”