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Sindacato dei Militari a On. Rizzo (M5S): evitare discriminazioni e comportamenti antidemocratici in audizioni sulla sindacalizzazione delle forze armate

La IV Commissione permanente (Difesa) della Camera dei deputati ci ha comunicato che il Sindacato dei Militari non verrà convocato in audizione nell’ambito della discussione sulle proposte di legge C. 875 e C. 1060 sulla sindacalizzazione delle Forze armate in quanto “l’Ufficio di presidenza, integrato dai rappresentanti dei gruppi della Commissione, ha convenuto di non procedere alle audizioni delle Associazioni militari a carattere sindacale che non siano state riconosciute”.

Nell’apprezzare la contestuale richiesta della Commissione di fargli comunque pervenire una memoria scritta, non possiamo, tuttavia, non giudicare negativamente la decisione volta ad escludere la nostra organizzazione sindacale dal ciclo di audizioni.

La Commissione non solo ha voluto annullare un importante momento di confronto democratico, dando così vita a una gravissima forma di discriminazione, ma ha chiaramente posto essere un comportamento contrario ai principi di correttezza e di democrazia che dovrebbero caratterizzare l’azione di ogni Istituzione dello Stato.

Vogliamo ricordare al Presidente della Commissione, On. Gianluca Rizzo, ma anche a tutti i suoi colleghi parlamentari, che l’artico 39 della Costituzione sancisce il principio dell’assoluta libertà delle organizzazioni sindacali a cui non può essere imposto alcun obbligo se non la registrazione secondo le norme di legge e che il Sindacato dei Militari, il cui statuto è regolarmente registrato e depositato presso gli uffici statali competenti, è una organizzazione sindacale regolarmente costituita e dotata di personalità giuridica e pieni poteri di rappresentanza dei diritti e degli interessi dei propri iscritti.

Riguardo al preteso riconoscimento riteniamo che la Commissione abbia inteso riferirsi alle decretazioni di assenso previste dal comma 1 dell’articolo 1475 del decreto legislativo 66/2010, rilasciate, in ossequio alle errate disposizioni impartite dai vertici militari alla Ministra della difesa Elisabetta Trenta, solo ad alcune associazioni tra militari i cui dirigenti sono membri effettivi del Consiglio Centrale della Rappresentanza militare o militari notoriamente vicini alle posizioni politiche del M5S o comunque graditi ed eterodiretti dagli stessi vertici militari.

A tal proposito, nella convinzione che un sindacato che chiede al datore di lavoro il permesso di esistere non è un sindacato, è altro, occorre ricordare agli onorevoli Commissari che le motivazioni adottate dalla Corte costituzionale per dichiarare l’illegittimità del divieto per i militari di costituire e quindi aderire ad associazioni sindacali, già previsto dal comma 2 del citato articolo 1475, non possono mai, nella giusta separazione tra i poteri dello Stato, assurgere a norma di legge. Semmai, dette motivazioni, sono una indicazione/suggerimento del quale il legislatore potrà, se vorrà, liberamente disporne.

Pertanto, nel ribadire come la decisione della Commissione volta ad escludere dal ciclo di audizioni le associazioni sindacali sprovviste del riconoscimento da parte del Ministro della difesa ci appare chiaramente come una inaccettabile forma di discriminazione, una limitazione della libertà di espressione e un ostacolo alla concreta affermazione dei principi di democrazia e uguaglianza, invitiamo tutti componenti della Commissione Difesa e, ove occorra, il Presidente della Camera dei deputati, On. Roberto Fico, a voler rivedere la decisione di esclusione assunta e a convocare in audizione sia la nostra Organizzazione Sindacale sia tutte le altre che, pur avendo presentato l’assurda domanda di assenso ministeriale, ancora non sono state riconosciute dai vertici militari seppure già lo siano dalla legge.

Luca Marco Comellini