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Sindacati militari. Il Sottosegretario Tofalo e il Cocer/video. Quando l’indignazione vuole nascondere i fatti

Secondo quanto riporta il quotidiano Repubblica (https://www.repubblica.it/politica/2019/02/22/news/difesa_tofalo_video_hitler_ganz_facebook-219859138/ [1]) si sarebbero scatenate pesanti critiche sul sottosegretario alla Difesa, Angelo Tofalo, per via di un video da questi postato sul suo blog.
Il video, uno spezzone del film “La Caduta”, che racconta gli ultimi giorni del Terzo Reich, con “sottotitoli” ovviamente non coerenti con il video stesso, che, analogamente alla caduta del Reich, presenta “la caduta” del Cocer.
Innanzi tutto va precisato che il video è stato “ripreso” da Tofalo e postato sul suo blog, gira da un po’ sul web, specie in taluni siti che parlano di questioni militari, e quindi non è farina del Sottosegretario.
Tutte le prese di distanze e le dure parole contro il sottosegretario appaiono un esercizio di sana ipocrita dialettica politica sapientemente orchestrata.
Già perché questa sollevazione e quindi la rimozione del video dal web doveva essere semmai fatta quando il video è apparso e si è , come avviene nel web, propagato con la velocità della luce.
Va però fortemente criticato il fatto che a riprenderlo per postarlo sul suo blog sia stato il sottosegretario alla Difesa che dovrebbe mantenere un comportamento istituzionale e di correttezza coerente con la carica “pro tempore” che ricopre.
Il Ministro della Difesa si è tenuto fuori dalla diatriba relativa al contenuto dei sottotitoli ma ha preso le distanze dal comportamento del sottosegretario. “È del tutto inadeguato che un sottosegretario, dunque un rappresentante dello Stato, pubblichi un video del genere sul suo profilo ufficiale. Prendiamo ovviamente le distanze da questa scelta, che viola la consueta e doverosa grammatica istituzionale”.

Tutto il resto, ovvero gli interventi e le pesanti critiche che si leggono nei vari post da “addetti ai lavori”, appaiono pura ipocrisia.
Bene ha detto, come riporta Repubblica, un certo Elpidio Chiatto che non ci trova nulla di ironico: “Ironia? Qua c’è da piangere. Il video è ironico se le cose cambiano sul serio no se fate un sindacato uguale alla rappresentanza che c è fino ad oggi. (Basta copiare quello della P.S. e il gioco è fatto)“.
E nulla di ironico c’è nei contenuti del video e quello di Chiatto risulta l’unico tra i tanti che ha centrato il punto.
Infatti, al di là dell’uso di un video che riguarda il Terzo reich e quindi la tragedia che nei è seguita, quanto viene riportato nei sottotitoli in italiano, è una triste verità.

Le rappresentanze militari nei quaranta anni di “attività”, non possono vantare alcun risultato concreto ed è stata, un soggetto senza anima e corpo, verticistico, inconcludente e costoso.
Nei decenni della sua esistenza, le grandi questioni che riguarda la vita e la salute dei militari, quale, tra gli altri, l’uranio impoverito e i suoi effetti su migliaia di militari, sono rimaste lettera morta mentre il divario tra le varie categorie è enormemente aumentato, sia in termini di carriera che economici e il gap stipendiale tra gli ufficiali “dirigenti” , sottufficiali e militari, è divenuto nel tempo un fattore discriminante.

Basti pensare che la “categoria” sottufficiali, è un soggetto lavorativo unico nel suo genere a cui la Repubblica non ha mai riconosciuto lo “stato Giuridico” – anche se al Ministero esiste la “5^ DIVISIONE Stato Giuridico e Avanzamento Sottufficiali… (la legge di riferimento del  31 luglio 1954, n. 599 parla “solo” di “Stato dei sottufficiali dell’Esercito, della Marina e dell’Aeronautica” .
Ed è proprio all’anomalia giuridica in cui sono stati cacciati i sottufficiali all’interno di una  scala gerarchica fittizia e convenzionale , senza ruolo specifico , che nel tempo, senza una giustificata necessità, i vari gradi sono stati aumentati con solo scopo di dare loro il classico e politico contentino economico accettato e sottoscritto, con ovvi distinguo, dai rappresentanti della categoria “B” (sottufficiali). Basterebbe leggersi l’ultimo capolavoro con cui sono stati introdotti nuovi, tra questi quello apicale di primo luogotenente qualifica speciale – che fa tanto pensare al vecchio “Aiutante” al tempo in cui era non un grado ma una qualifica economica, mentre nei decenni gli ufficiali si sono visti riconoscere la dirigente e pure la “semi / mini dirigenza” con notevoli aumenti economici e miglioramenti della carriera per capire il gioco a rialzo della piramide.

Dagli iniziali cinque gradi, siamo passiamo a ben 12 gradi “non” funzionali” senza una specifica funzione che sono il biglietto da visita del Cocer nei suoi quaranta anni di storia.
Ciò è stato possibile perché a differenza degli ufficiali che hanno un proprio stato giuridico e quindi per ogni grado è  prevista una precisa mansione, ai sottufficiali non è riconosciuta alcuna mansione collegata al grado e, paradossalmente, il sergente può svolgere, o meglio può essere tranquillamente chiamato a svolgere le stesse mansioni del “Primo Luogotenente con funzioni speciali” e viceversa. Per assurdo, il primo luogotenente con qualifica speciale non può rifiutarsi di svolgere un servizio che spetterebbe ad un semplice graduato di truppa.
Ogni commento è superfluo e quindi, al di là del criticabile accostamento del Reich alla questione, i tanti rappresentanti del Cocer dovrebbero fare mea culpa ed essere contenti che finalmente il costoso ed inutile giocattolo sia definitivamente messo in soffitto, senza rimpianti.

Auspicabile invece, è che il nuovo soggetto sindacale non diventi un copia delle attuali rappresentanze.
Intanto, al di là di ogni cosa la Difesa risparmierebbe circa 4 milioni di euro che di questi tempi di crisi non sono certo bruscolini.
Il buon giorno però non fa prevedere nulla di buono e fintanto che non sarà definitivamente chiarito che il sindacato non può e non deve essere autorizzato dal datore di lavoro, qualsiasi pensiero di autonomia sindacale rispetto alla gerarchia militare, rimane una pia illusione.
Aspettiamo la Corte Costituzionale che chiarisca quello che con la sentenza del 2018 non ha potuto o forse voluto precisare, ovvero , che il sindacato, sia esso tra militari che tra lavoratori non militari, si costituisce seguendo le norme costituzionali.

Michele Santoro

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http://www.osservatorio-sicilia.it/2019/01/30/sindacato-militare-nullita-ed-illegittimita-decreto-ministro-difesa-precisazioni-del-direttore-michele-santoro/ [5]