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Economia e Finanza. 2,30 euro di diritto camerale, 36 di sanzione. Ecco come lo stato “uccide” le aziende

Sarà il governo del cambiamento, sarà il governo per il popolo, ma se non mette mano urgentemente alle stringenti e soffocanti norme fiscali e tributarie, diventerà come gli altri, il governo del galleggiamento e delle poltrone.

Le aziende sono strette nella morsa delle tasse e dei tributi e a questo si aggiunge una normativa di legge che permette di abbattersi sulle aziende anche per  errori di pochi euro, con  sanzioni  che raggiungono il 1500% dell’imposta non omessa.

Nel caso di specie, un errore di pagamento del diritto camerale di 2,30 euro ha comportato una cartella esattoriale di 46,04 euro che comprende la bellezza di 36,00 euro di “sanzione” , 0,69 di interessi e 5,88 di spese di riscossione Sicilia SpA.

Appare evidente che il problema per l’economia del paese siano le miriadi di norme fiscali e tributarie e l’enorme spazio di autonomia che taluni enti di diritto pubblico dispongono.

Si parla tanto di usura anche bancaria, ma se un ente pubblico sanziona un errore di 2,30 euro con un importo del 1500% dell’importo “omesso” ,  come può essere definito questo ente?