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Ziyad Nakhalah, leader del PIJ, Jihad Islamica: attaccheremo Israele da Nord e da Sud

Il segretario del Supremo Consiglio di sicurezza nazionale iraniano Ali Shamkhani (R) con Ziyad al-Nakhalah, segretario generale del movimento palestinese della Jihad islamica, a Teheran il 30 dicembre 2018. (Foto dalla stampa iraniana)

Di Yoni Ben Menachem
Nel corso di una visita a Teheran, il 29 dicembre 2018, Ziyad Nakhalah, leader della Jihad islamica palestinese (PIJ), ha incontrato i vertici della leadership iraniana, e il capo supremo Ayatollah Ali Khamenei. Il capo dell’Iran del Supremo Consiglio di sicurezza, il contrammiraglio Ali Shamkhani ha detto a Nakhalah, “L’Iran ha sempre sostenuto il popolo palestinese, resistente e oppresso sin dall’inizio della creazione della Repubblica islamica dell’Iran, che è stata ispirata dalle nostre convinzioni religiose e umane e continuerà fino alla completa vittoria del processo di opposizione (ndr. A Israele) “.

Nakhalah ha rilasciato un’intervista al canale televisivo iraniano Al-Alam, durante la quale ha rivelato il piano “di opposizione”, guidato dall’Iran, per attaccare Israele dal nord e dal sud. Da ricordare che il PIJ ha le funzioni di agente dell’Iran a Gaza. Le dichiarazioni di Nakhalah sono state pronunciate alcuni giorni dopo il suo incontro pubblico a Beirut con il leader di Hezbollah, lo sceicco Hassan Nasrallah.

“Nel prossimo scontro con l’occupante (ndr. Israele) “, ha dichiarato Nakhalah, “il sistema di resistenza opererà dal nord [Libano] a sud [Gaza]. Ci saranno canali di collaborazione aperti, senza limiti o linee rosse. Ad ogni attacco israeliano verrà data risposta collettiva. Tutte le forze che vi  prenderanno come un solo blocco, perchè agiranno come una entità unica. L’Iran sostiene la causa palestinese e l’organizzazione di Hezbollah che si trova oggi nella situazione migliore perché hanno avuto sviluppi qualitativi nelle capacità di opposizione dei palestinesi. L’anno prossimo (ndr. Nel 2019) vedremo grandi cambiamenti a favore della resistenza “.

“L’intero asse della si muoverà unito in ogni confronto che si presenterà e ha già un piano per lottare contro l’occupazione. Inoltre,  è attivo un coordinamento strategico tra le fazioni nella Striscia di Gaza [Hamas e la Jihad islamica] e sarà rinforzata la sala operativa congiunta delle varie fazioni”  ha sottolineato Nakhalah,  che ha aggiunto: “Usciremo da sotto terra e da sopra la terra. L’occupante deve aspettarci ovunque. Sono sicuro che sconfiggeremo il progetto sionista e questa entità scomparirà. Continueremo con la resistenza e non ci ritireremo da essa. Ci saranno vittime, vieni che cosa. ”

Incontro Khamenei-Nakhalah e la sua delegazione

Nell’intervista, Nakhalah ha aggiunto che durante i più recenti scontri di Israele con varie fazioni nella Striscia di Gaza, Israele ha chiesto, per la prima volta, un cessate il fuoco attraverso un mediatore egiziano. “Se gli scontri fossero continuati, avremmo colpito le città (in Israele)”, ha affermato Nakhalah.
Ha sottolineato la necessità di un tavolo di confronto con l’Autorità Palestinese e tutte le varie fazioni della. Se ciò non accadesse, secondo Nakhlah ha affermato l’Autorità Palestinese “diventerà obsoleta”.

Ha rimarcato che il piano della Jihad islamica e del popolo palestinese è quello di combattere l’occupazione in Cisgiordania con l’utilizzo di mezzi civili e militari, compresi singoli attacchi terroristici.

Nakhalah ha ricordato che si stanno concentrando gli sforzi per silurare il “Deal of the Century” di Trump, che ritiene una nuova cospirazione per imporre il terrore sulla regione. Il paino di pace americano è intriso di vecchi e rivisitati concetti.

Ha aggiunto che i paesi arabi hanno fallito nella loro risposta all’esistenza di Israele con la normalizzazione, e che la dichiarazione di Gerusalemme come capitale di Israele è stata una mossa errata del governo degli Stati Uniti, mentre la resistenza ha ottenuto alcuni risultati concreti nella lotta contro questa dichiarazione.

Nakhakah nell’incontro con Soleimani, comandante della Brigata Al Quds della Guardia rivoluzionaria iraniana

Sempre secondo Nakhalah, la resistenza in Libano e in Palestina (ndr. Hezbollah, Hamas e PA) ha  aumentato la sua forza, mentre dall’atra parte, la linea araba è crollata e con esso hanno fallito tutti i piani di pace ad eccezione di alcuni accordi di cooperazione per la sicurezza e finanziamento per l’Autorità palestinese contenuti in quello che rimane degli accordi di Oslo.

Durante l’ultima settimana di dicembre 2018, una delegazione di Hamas, guidata da  guidata da Mahmoud al-Zahar, un membro anziano dell’ufficio politico dell’organizzazione è stata in visita in Iran e nella seconda metà di Gennaio Ismail Haniyeh, leader di Hamas, dovrebbe recarsi a Teheran.

L’Iran, con l’obiettivo di aprire un nuovo fronte con Israele per il controllo delle Alture del Golan, utilizzando Hezbollah e le milizie filo-sciite, sta rafforzando i suoi legami con Hamas e la Jihad islamica.