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Il Natale, il revisionismo arabo palestinese, i media


Muhammad Hussein, Mufti di Jerusalem e Territori Palestinesi, alla tv dell’Autorità Palestinese

Passano gli anni e la tela del peloso ragno arabo palestinese sulla storia della terra di Israele continua a progredire anche a causa dell’amplificazione data alla questione da taluni media occidentali e italiani i particolare.

Recentemente RAI 1 ha trasmesso un servizio  “Natale a Gaza”  molto irrealistico e per certi aspetti  comico, come  scrive Deborah Fait su IC,  perché mostrava musulmani e cristiani fraternamente insieme a festeggiare. Il messaggio “fake” di Hamas al mondo occidentale è chiaro, Hamas è liberale e i cristiani a Gaza vivono in pace con i “fratelli” mussulmani.

A Gaza, secondo quanto emerge dal servizio, i cristiani sono oppressi da Israele e non da Hamas.

La realtà è ben diversa e i media dovrebbero cercare di evitare di cadere nel tranello della disinformazione degli arabo palestinesi che ormai da decenni hanno iniziato a riscrivere non solo la storia del mondo mediorientale, ma anche la storia della religione cristiana partendo  dalla “paternità arabo palestinese” del Nazareno.

Saeb Erekat, capo dell’informazione di  dell’Autorità Palestinese, ha rivendicato  ancora una volta, con un twitter , la discendenza “arabo palestinese” di Gesù di Nazareth. Secondo Erekat, Israele starebbe inoltre rubando lo spirito palestinese del  Natale.

Insomma, un Bambino Gesù con la kefiat, come piace a tanti italioti benpensanti e votati ipocritamente all’accoglienza e alla fratellanza con Hamas e gli arabo palestinesi.

Tutto ciò sono i controsensi di un popolo inventato nel 1967 da Arafat con l’aiuto dell’allora Unione Sovietica, senza alcun legame storico, culturale, linguistico e religioso con la terra che rivendica come propria.  Ciò che però fa pensare è il fatto che taluni media italiani facciano fatica a fare corretta informazione. Basterebbe ricordare, a porposito delle feste natalizie,  il bando pubblicato dal Comitato per la Resistenza Popolare di Hamas con cui il gruppo terroristico vieta ai circa mille cristiani (su una popolazioni di 2,5 milioni di mussulmani), riprendendo un passo del Corano “non seguire la via degli ebrei e dei cristiani perché  Dio non è per il popolo malvagio” , di festeggiare il Natale e che fa capire ai cristiani e gli ebrei che non solo a Gaza e nei territori, al di là delle ipocrisie ufficiali e delle trovate per uso e consumo dei media occidentali, loro sono visti come il demonio.

Michele Santoro