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Gerusalemme. Attacchiamo invece di difenderci

Forze israeliane a Givat Asaf, a nord-est di Ramallah, il 13 dicembre 2018 dove due israeliani sono stati uccisi e almeno altri due sono rimasti feriti

Durante la trasmissione di Piazza Pulita è stata data la notizia della morte del terrorista di Strasburgo, è partito un forte applauso dagli spettatori presenti.
Al TG 2 questa mattina durante la trasmissione Frankenstein uno dei relatori ha parlato di “bella notizia”. Eppure Cherif Chekatt è stato freddato dalla polizia francese mentre era ancora sulle scale, appena uscito dal portone, e non aveva sparato un colpo quindi non si è trattato di uno scontro a fuoco, come dicono i telegiornali, ma di un’esecuzione, se proprio vogliamo mettere i puntini sulle i.
La mia non è una critica alla polizia francese, tutt’altro, quando si ha a che fare con fanatici assassini come Cherif si può solo sparare per impedire che riesca a scappare di nuovo. Hanno fatto bene. Il cordoglio per le vittime è grande e oggi purtroppo è morto anche Antonio Megalizzi, il giornalista italiano ferito alla testa.

Quello che non capisco sono le critiche di eccessivo uso della forza quando è Israele che spara contro dei terroristi che hanno commesso attentati o che cercano di penetrare in Israele per farli. Che cosa rende le vittime europee più importanti delle vittime israeliane? Perchè gli ebrei devono continuare a morire ammazzati come se fosse una cosa normale di cui non occorre parlare, tanto, pensano, sono abituati a soffrire! Perchè è ritenuto superfluo darne notizia? E’ questa ipocrisia che non sopporto e che mi fa infuriare.

Per chi non lo sapesse, visto che la maggior prte dei media italiani non ne ha mai parlato, in Israele abbiamo avuto tre attentati terrroristici in quattro giorni (dieci in un mese) con tre vittime. Un neonato fatto nascere con parto indotto al settimo mese di gravidanza della mamma Shira, gravemente ferita e due soldati ventenni, Yosef Cohen e Yuval Mor Yosef, ammazzati mentre erano di guardia davanti al villaggio di Ofra, oltre a numerosi feriti gravi in tutti e tre gli attentati. Shira e Amichai aspettavano l’autobus quando sono stati colpiti da un arabo palestinese che guidava un’auto in corsa sparando a raffica. Il terrorista è stato trovato e ucciso proprio mentre si svolgevano i funerali del loro bambino, vissuto tre giorni. Gli hanno dato il nome di Amiad Israel, una piccola creatura ammazzata prima di poter nascere, sepolta senza i genitori ancora ricoverati.
Il rabbino portava in braccio il piccolo Amiad avvolto nel talled, un fagottino che non era più grande delle sue mani.
“I criminali più deviati della terra” ha detto Netanyahu e come non dargli ragione. Criminali, assassini, terroristi, Hamas, Hezbollah, OLP, AP, gentaglia che nessuno vuole condannare mentre, dice Salvini, “L’ONU condanna Israele ogni quarto d’ora”!

Un altro blitz ha mandato all’inferno l’autore della strage nella zona industriale di Barkan dove aveva ammazzato a fucilate due impiegati della fabbrica, Kim , mamma di un bambino di 18 mesi e Ziv, papà di tre bambini. Voglio scrivere le parole pronunciate al funerale dal secondo papà di Yosef(il papà biologioco era morto giovanissimo), uno dei due soldati uccisi:” Yosef, dolce bambino, figlio retto, non avrei mai creduto che saremmo arrivati ​​a questo momento. Per anni ti ho cresciuto, figlio grande, santo, puro … pieno di amore, donazione e anima”. Poi, rivolgendosi al papà defunto del ragazzo:”Caro Eitan, sei felice con il tuo caro bambino, adesso? Stai ballando con lui lassù? Il cugino di Yuval, Uri, ha detto: “Yuval, nostro caro soldato, sei caduto in difesa del nostro paese, delle nostre famiglie, dei tuoi amici. Mi mancheranno le conversazioni con te, le risate. Tu eri il pilastro della famiglia con il tuo grande aiuto. Negli incontri familiari ho visto tutti i bambini che ti guardavano con adorazione, inclusa mia figlia. Eri sempre con un grande sorriso. Sarai per sempre presente dentro tutti noi. Baruch Dayan Haemet”. Non c’è stata una sola parola di odio.

Benjamin Netanyahu ha esclamato “Stop Killing Jews!” Il guaio è che non la smetteranno mai di ammazzarci e allora: Fuori! Giudea e Samaria sono terre ebraiche, gli arabi che vogliono vivere in pace restino, gli altri Israele li sbatta fuori, basta col buonismo, basta offrire l’altra guancia, basta sentirci dire che siamo cattivi quando distruggiamo le case dei terroristi assassini di ebrei per poi applaudire la morte di chi ammazza in Europa! Basta!

Nasrallah, il capo di Hezbollah, difeso in questi giorni dagli italiani dopo che Salvini li aveva definiti terroristi, ha detto poco tempo fa ” Se tutti gli ebrei si radunassero in Israele, ci risparmierebbero la fatica di cercarli in giro per il mondo”. Questo è Hezbollah, altro che parole inopportune di Salvini, altro che dichiarazioni gravissime! Sono terroristi di stampo neonazista come il saluto a mano tesa che fanno. Non esiste differenza tra il gruppo politico e quello armato di Hezbollah, come di Hamas, i mandanti che siedono al governo in Libano sono assassini come chi ammazza dietro loro ordine.

Diego Fusaro, quello che si fa passare per filosofo, ha appena scritto un tweet: “Con i palestinesi senza se e senza ma, Contro Israele stato criminale al servizio degli USA, Due stati canaglia.” In un altro Tweet: “Non fatevi ingannare. Israele è e resta uno stato criminale, esempio insuperato di democrazia missilistica. E chi lo appoggia è anch’egli un criminale”. https://formiche.net/2018/03/israele-stati-criminale-fusaro-casaleggio/ [1]  I commenti a questi tweet sono altrettanto vergognosi. Sembra che una parte dell’Italia sia rimasta ai tempi di Mario Capanna, dei katanga o katanghesi, il servizio d’ordine del Movimento Studentesco, quelli che andavano in giro per Milano con l’eskimo e il manganello in tasca, sempre pronti a spaccare la testa di qualcuno. https://twitter.com/diegofusaro/status/979868843068870657 [2]

Se il mondo si interessa di noi solo quando ci ritiene cattivi e, come dice il filosofo dei miei stivali, criminali, benissimo, facciamo i cattivi e attacchiamo invece di difenderci. Lo so che non è facile decidere di mettere in pericolo la popolazione palestinese, pagherebbero anche quelli fra loro che non vogliono il terrorismo. Per questo Bibi esita ma prima o poi verrà il giorno in cui dovremo reagire con estrema durezza perchè loro, gli arabi, non la smetteranno mai.
Gli antichi romani, che erano dei saggi, dicevano mors tua vita mea, benissimo, noi vogliamo vivere.
Deborah Fait