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Immigrazione.  Il Ministro Trenta contro la chiusura dei porti ma … in EU le chiudono la porta in faccia.

Il Ministro per la Difesa Elisabetta Trenta

A volte i proverbi ci azzeccano. Il Ministro per la Difesa Elisabetta Trenta, mettendosi contro la politica dei tre, ovvero Salvini, Conti e Di Maio, durante il braccio di ferro del Ministro Salvini che impedì a chi era stato trasbordato sulla nave della Guardia Costiera “Diciotti” fermata al porto di Catania, in una intervista ad Avvenire qualche tempo fa dichiarò che : “La strada non è chiudere i porti. Il Mediterraneo è sempre stato un mare aperto e continuerà ad esserlo. L’apertura è la sua ricchezza. La strada è regolamentare, non chiudere. La parola accoglienza è bella, la parola respingimenti è brutta. Poi accogliere si può declinare in mille maniere. E si può, anzi si deve, legare accoglienza a legalità“. 


Dichiarazione molto enigmatica ma che fa trasparire un’apertura netta all’accoglienza e una critica neanche tanto velata alla politica di Salvini, Conte e Di Maio.

Si potrebbe dire Ministro in libertà.

Però poi la Trenta va alla riunione e porta con sé tre illuminanti proposte: la rotazione dei porti di sbarco; la prevalenza del principio dell’area Sar e  la creazione di un’unità di coordinamento gestita dall’agenzia Frontex.

A termine dell’incontro a Vienna, il Ministro ha dichiarato che “ho trovato porte aperte, ma anche chiuse. Questo tema per noi è molto importante, crediamo che qualcosa possa ancora cambiare domani.  Mi sento delusa, ho visto che l’Europa non c’è, non è presente”.

Eureka.

Il Ministro Trenta ha scoperto che agli europei della bellezza della parola accoglienza non gliene può fregar di meno e che i respingimenti o il divieto all’ingresso degli illegali è “bello”.

Ma ciò che fa pensare è il fatto che il Ministro non si sia resa ancora conto che l’Italia con i precedenti governi è stata raggirata consapevolmente, o colpevolmente inconsapevole, in forza ad accordi, veri o presunti.

L’Italia non ha ancora compreso, e il Ministro dà l’impressione di non averlo ancora compreso, che quando si chiede un coordinamento e poi si accetta la responsabilità, i grattacapi sono di chi ha voluto l’onore del comando.

Creare un nuovo coordinamento poi cosa significa? C’è Frontex, che come la missione che l’ha preceduta, ha fallito su tutta la linea.

Poi ci siamo inventati Mare Nostrum che diventa Mare Nostrum Plus (Dopo che il Commissario europeo per gli affari interni la coopta all’interno del programma Triton di Frontex) e poi c’è “Sophia”.

Un bel nome di donna e niente più.

Se solo il Ministro Trenta, al di là delle sue personali opinioni, prima di andare a Vienna avesse riletto con attenzione i fatti e i misfatti degli anni passati, i fallimenti delle missioni ma, soprattutto, se si fosse resa conto che l’Europa non c’era prima del suo viaggio, non avrebbe, probabilmente, avanzato le tre illuminanti proposte.

Sorvolando sulla suggestiva idea di un nuovo soggetto da realizzare per coordinare qualcosa di indefinito, e tralasciando l’aspetto della competenza dell’area SAR di cui, in primis,l’Italia dovrebbe rispettarne le competenze, ciò che lascia perplessi e preoccupati circa la politica del Ministro della Difesa è la proposta di rotazione dei porti.

La rotazione dei porti è una proposta illogica e soprattutto inaccettabile per il semplice fatto che su 27 paesi dell’Unione gli stati che sarebbero soggetti alla rotazione in definitiva sarebbero proprio l’Italia, la Francia, la Spagna, Malta e la Grecia. 
E gli altri 22?

La soluzione politica comunitaria appare molto lontana se non impossibile e l’Italia sembra incapace di voler capire come e da chi è stata messa in questo pasticcio.

Si parla tanto del supposto accordo del governo Renzi con l’Europa con cui si impegnava l’Italia a far sbarcare tutti nel nostro paese. Questo accordo, secondo quanto si riporta da tempo nei media, ripetuto spesso dai politici in tutte le interviste, di cui la Signora Bonino, all’epoca ministro del governo Renzi, ne ha confermato l’esistenza, sarebbe illegale e chi lo avesse sottoscritto, richiesto o accettato dovrebbe essere oggetto di indagine giudiziaria per atti ostili contro lo stato italiano a mente e per gli effetti dell’art. 243 cp..

È fuor di dubbio che un accordo del genere sarebbe un atto contrario agli interessi della sicurezza e dell’economia dello stato italiano.

Ecco, se questa maggioranza vuole essere di cambiamento, che cominci a chiedere una commissione speciale d’inchiesta.

Si chiarisca la questione, e se risultasse veritiero che questo tanto chiacchierato accordo esiste, si agisca di conseguenza.

Nel frattempo ci permettiamo di suggerire al Ministro Trenta di pensare a soluzioni meno bizzarre ed alle questioni relative al suo dicastero e al personale militare.

Michele Santoro