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Province. Ancora una rasoiata costituzionale allo Statuto Siciliano

La Corte Costituzionale ha inflitto un altro duro ed “incostituzionale” colpo mortale allo Statuto di Autonomia Siciliano, bocciando non già la legge regionale sulle elezioni del Presidente, Giunta e Consiglio provinciale, ma l’architrave dell’autonomia.  

Infatti, se il contendere era l’applicazione in Sicilia delle norme per le elezioni degli enti locali, nella realtà chi ha proposto il ricorso alla norma regionale, aveva in mente la distruzione dello Statuto.
In ballo l’articolo 15 dello Statuto:

ARTICOLO 15 1. Le circoscrizioni provinciali e gli organi ed enti pubblici che ne derivano sono soppressi nell’ambito della Regione siciliana. 2. L’ordinamento degli enti locali si basa nella Regione stessa sui Comuni e sui liberi Consorzi comunali, dotati della più ampia autonomia amministrativa e finanziaria. 3. Nel quadro di tali principi generali spetta alla Regione la legislazione esclusiva e l’esecuzione diretta in materia di circoscrizione, ordinamento e controllo degli enti locali. ARTICOLO 16 1. L’ordinamento amministrativo di cui all’articolo precedente sarà regolato, sulla base dei principi stabiliti nel presente Statuto, dalla prima Assemblea regionale.

La Corte Costituzionale, dopo il 1957 quando avocò a sé le prerogative dell’Alta Corte paritetica Italia-Sicilia, intervenendo sotto il silenzio generale, nell’innovazione Costituzionale.
Un atto assolutamente politico, si potrebbe dire, incostituzionale, essendo la Corte deputata a stabilire la rispondenza delle norme ordinaria al dettato costituzionale.

Oggi molti sono felici, e la politica siciliana, sempre attenta agli interessi romani, parla di sentenza che mette ordine nelle cose e che equipara le province dello stivale con quelle isolane.
Taluni parlano di sentenze che si rispettano non pensando minimamente di attuare dimostrazioni politiche per il rispetto delle norme “COSTITUZIONALI” e dello STATUTO, e di richiamare l’attenzione internazionale sulla nuova grave offesa fatta allo Statuto e alla Costituzione.
Pezzo per pezzo, Corte Costituzionale, politica nazionale e i politicanti siciliani, stanno smantellando uno strumento conquistato con il sangue di centinaia di giovani siciliani.
Tace il governo regionale, tacciono i politici, tace il pseudo popolo siciliano.