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Israele. Hamas lancia oltre cento razzi su Israele e il mondo, colpevole e pusillanime, tace

Oltre 100 sono stati i razzi e colpi di mortaio lanciati dalla striscia di Gaza verso Israele dagli uomini di Hamas che hanno anche spinto civili a violare la linea di confine tra la striscia e il territorio israeliano.

In risposta all’attacco terroristico e criminale, l’IDF ha lanciato una serie di attacchi aerei verso obiettivi militari quali il quartiere generale del Battaglione di Hamas a Beit Lahia  che ospitava centri di addestramento alla guerriglia urbana, centri di comando e depositi di armi.

Secondo il portavoce delle forze di sicurezza israeliane, la capacità di colpire chirurgicamente Hamas in risposta ad attacchi terroristici, dimostra ancora una volta l’efficienze e le capacità operative congiunta dei servizi di intelligence e l’IDF.

La dura risposta di Israele agli attacchi criminali di Hamas verso i civili, deve aver colpito pesantemente  i vertici del gruppo terroristico fino a spingerli ad accettare, su intervento dell’Egitto, di cessare ogni attacco.

Dal tipo di risposta agli attacchi terroristici appare chiaro che il governo israeliano non intende più tollerare azioni terroristiche specie se dirette verso civili e quindi, qualora Hamas dovesse riprendere codi n lanci di razzi e tiri di mortai, ma anche di attacchi incendiari, l’IDF colpirà sempre più duramente.

Tutto questo mentre l’occidente appare distratto e interessato a diatribe risibili e alla questione clandestini e a cullare l’amicizia con l’Iran, che oltre a finanziare ed armare Hamas, da tempo ha aperto un altro fronte di insicurezza con l’altro gruppo terroristico Hezbollah a sud del Fiume Litani in Libano dove ha realizzato sotto gli occhi distratti di UNIFIL, una stato nello stato, armato, addestrato e finanziato dagli Haytollah.
Dal 2006, cioè dallo spiegamento di UNIFIL che avrebbe dovuto verificare che a sud del Libano non ci fossero gruppi armati oltre l’esercito libanese, da 60 mila razzi è passato ad oltre 140, con una gittata di 400 km contro i 100 del 2006, e conta di oltre 45 mila combattenti e armi pesanti.

Il sud di Israele vive da mesi sotto l’incubo dei razzi e degli attacchi incendiari mentre l’occidente continuare a finanziare il terrore e a mostrare vicinanza e supporto ad Hamas con manifestazioni del tipo Freedom Flotilla, e il nord e l’est del paese vive sotto l’incubo di Hezbollah pronti a lanciare attacchi.
Israele è un paese sotto assedio ma troppo forte per essere attaccato frontalmente. Ancora oggi i paesi arabi si leccano le ferite e quindi, esplicitamente come l’Iran e il Qatar, finanziano i gruppi terroristici in funzione anti Israele.
Però il tipo di risposta dato ai terrorista dall’IDF, fa pensare  che la prossima volta i colpi potrebbero essere mortali per Hamas. A buon intenditore, o meglio, a Hezbollah, poche parole.

Se l’occidente non si sveglia dal torpore e dall’infatuazione islamica,l’Europa, come preconizzato da una grande Oriana Fallaci, si troverà invasa e Israele rimarrà l’unico baluardo democratico dal Portogallo al Medio Oriente.