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Governabilità ? Una chimera. Oggi è impossibile governare con queste leggi, chiunque vinca

Sembra inverosimile, eppure è una storia vera e dimostra che in Italia, e segnatamente in Sicilia, ci sono più leggi che abitanti. O, per chi ama la matematica, abbiamo un sistema di equazioni in cui le equazioni sono di più delle variabili incognite (i matematici dicono che in tal caso la soluzione del sistema è IMPOSSIBILE, appunto).
Cerco di rispondere ad un amico che voleva sapere da me chi avesse ragione tra Armao, che ha fatto una legge di stabilità, e Cancelleri, che dice che “non la sanno fare”.
Ebbene, vi prego di seguirmi in questo assurdo gioco dell’oca.
In tempo di austerity bisogna stare attenti agli esuberi di personale, specie nelle partecipate regionali. All’epoca di Cuffaro, ad esempio, senza concorso il personale delle partecipate regionali semplicemente raddoppiò, e da allora è rimasto sul nostro groppone. Allora, che si fa con questi esuberi? Si licenziano in tronco? Sarebbe macelleria sociale. Non è giusto. E allora? E allora si è pensata una cosa saggia: si fa una lista con questi esuberi, quando serve qualcuno, prima si attinge a questa lista, e poi, se proprio non ce n’è e servono si fanno i concorsi. Semplice no? Anche giusto vorrei dire. E’ quello che farebbe un saggio imprenditore che, non volendo licenziare i propri dipendenti, cerca di spostare gli sfaccendati dove ce n’è più bisogno.
In questa legge di stabilità si stava, tra le altre cose, tentando di fare anche questo: sopperire alle esigenze della SAS (la partecipata della Regione che fa pulizie, e simili) con esuberi delle altre società. Saggio no?
E invece no. Il Governo italiano si mette di traverso, come avrebbe fatto un Padoan qualunque. Perché direte voi?
Qui dobbiamo aprire una parentesi su che cosa sono le “società partecipate”: nella forma società per azioni private, il cui capitale di controllo è detenuto dalla Regione, nella sostanza branche della pubblica amministrazione. Questa differenza tra forma (privata) e sostanza (pubblica) in pratica ha significato che quando ci si chiede se devono essere pubbliche o private, la risposta è: “nel modo peggiore per la Regione e per i cittadini”, purché soffrano il massimo possibile.
Infatti, se prevalesse la forma, potrebbero assumere chi vogliono (sono società per azioni no?). E quindi la regola di attingere dalla lista degli esuberi sarebbe legittima, no? E no, nonsignori, qui deve prevalere la sostanza! Nella sostanza sono pubbliche, e quindi come tutte le P.A. devono assumere per pubblico concorso. D’accordo, ma se deve prevalere la sostanza, allora nella sostanza sono Dipartimenti della Regione, non sono vere nuove assunzioni, nella sostanza sono trasferimenti da una branca all’altra della P.A. E no, nonsignori, qui deve prevalere la forma! Nella forma sono società per azioni distinte, sicché se vengono licenziate da una per essere assunti in un’altra allora sono nuove assunzioni, e ci vogliono i concorsi.
E va bene…. Ci vogliono i concorsi. E allora, come l’ordinamento consente, facciamo così: il 50 % lo attingiamo da questa lista con un concorso riservato o con una nomina diretta(meglio di niente), il restante 50 % facciamo questi benedetti concorsi. In fondo diamo qualche posto di lavoro in più, peccato per quelli che restano in esubero mal utilizzati, ma è un compromesso accettabile.
E no! Neanche questo puoi fare! Perché c’è un’altra norma che, per far contenta questa volta non la Costituzione ma l’Austerità europea, il fiscal compact e compagnia cantante, c’è un mega blocco delle nuove assunzioni nella Regione che è assoluto e che non è stato ancora superato.
E allora, che deve fare la Regione?
Niente, non deve e non può fare niente. O viola qualche legge, e ne risponde davanti alla Corte dei Conti (visto che tutte le leggi si contraddicono l’una con l’altra) oppure non fa assolutamente nulla, paralisi totale. Così se non altro non ha violato alcuna legge.
E i servizi di pulizia chi li fa? Se la SAS non ha l’organico in qualche modo dovrà pur provvedere.
Vero, non ci avevamo pensato. Uhm, ma sì, ci sono le ditte. Si facciano “in appalto”.
Risultato: servizi più costosi e spesso meno accurati per la collettività, diritti dei lavoratori più bassi (sapete cosa significa dipendere da una ditta di pulizie private?), lavoratori inutilizzati qua e là nelle partecipate che potrebbero svolgere quel lavoro, maggiori spese complessive per la Regione, e quindi minori servizi da qualche altra parte per la collettività.
Morale di questa storia allucinante: le “impugnative” del Governo sono semplici “cattiverie” da azzeccagarbugli contro una Regione che ogni tanto voleva anche risparmiare; l’attuale sistema legislativo a tre livelli (Europa, Italia, Sicilia) è un mostro ingovernabile, urge una semplificazione, facendo saltare ameno un livello; le opposizioni, prima di sparare a zero sul governo regionale, potevano anche distinguere tra qualche provvedimento fatto realmente male e altri necessari, e visto che a Roma al Governo ci sono loro, evitare di fare la guerra a Musumeci (che vale pochissimo) facendo guerra alla fin fine alla Sicilia.

Massimo Costa