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Economia. Avanzo primario: per gli eurofanatici un bene, per altri, un cappio all’economia

Sempre più spesso, specie da quando è in carica il governo giallo/blu, si parla di economia, di sviluppo e di rischi per l’Italia in caso di uscita dall’euro. Abbiamo già parlato di questo con il Professore Massimo Costa, docente di economia all’Università di Palermo.
Oggi parliamo di avanzo primario, termine astruso ed incomprensibile per la maggior parte dei cittadini e forse di tanti politici.
Prendendo spunto di alcune riflessioni del Prof. Costa, cerchiamo di chiarire la questione. L’avanzo primario statale è quel “tesoretto” che deriva dalla differenza in positivo tra le entrate,ovvero le tasse, e le uscite derivanti dalla spesa pubblica, escluse le spese per il pagamento del debito pubblico. Per capirci, l’enorme debito accumulato negli anni da una politica incapace ed arruffona che ha devastato l’economia italiana.

Quindi, se l’avanzo primario è positivo vuol dire che lo stato ha speso meno di quanto ha incassato con le tasse.

Il problema dell’avanzo primario è che è deflattivo, cioè letteralmente “fa sparire” moneta dal sistema, per darlo ai finanziatori (alcuni dei quali all’estero e che comunque non è detto che li rimettano nel sistema). L’avanzo primario quindi causa recessione: diminuisce il reddito disponibile, diminuisce la domanda, chiudono le imprese, aumenta la disoccupazione.

E non è detto che funzioni per ridurre il debito che è costantemente in aumento.

Perché è vero che con la moneta raccolta si paga il debito, ma con l’economia che si distrugge, si riduce il gettito fiscale e aumenta la spesa sociale, (disoccupazione, CIG, spesa sanitaria per esenti,….), con la conseguenza che è necessario un maggiore indebitamento.

Il dibattito oggi è questo: gli economisti convenzionali, eurofanatici, ritengono che solo l’avanzo primario può risanare le finanze pubbliche; quelli keynesiani, MMT e non solo, ritengono che l’avanzo primario, in condizioni di disoccupazione, è una specie di suicidio di massa. Non solo non funziona, ma aggrava il male.

Tria ha detto (ha dovuto dire?) che continuerà con le politiche di avanzo primario che distruggono il paese dall’inizio della crisi (2007).
Dopo tanti proclami, il governo, dopo le parole di Tria, dovrà chiarire cosa intende fare perché se le parole del Ministro si tradurranno in pratica governativa, tutto il castello economico e le aspettative dei cittadini diventeranno solo sogni irrealizzabili.

Vincerà l’Europa degli euro fanatici o l’Europa della gente ? Non resta che attendere. Intanto, tra avanzo primario si e avanzo primario no c’è un fatto che certamente dovrà essere valutato.
Chi scrive non è un economista ma in Italia dal 2012 è stato introdotto il pareggio di bilancio quindi il governo, se a fine anno ottiene un avanzo primario, questo significa che viola le norme costituzionali perché il pareggio di bilancio in costituzione “nega” l’avanzo primario, così come nega il disavanzo.
Se i governi violano le norme della costituzione, se l’Europa che ha voluto norma sta silente, a noi non resta che dire:
Ognuno tragga le sue conclusioni”.
Michele Santoro