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Da Israele riflessioni sul voto italiano

(Di Deborah Fait) La festa di Purim si è conclusa in allegria, come sanno essere allegri gli israeliani, sempre pronti a godere di ogni gioia come fosse l’ultima! Abbiamo letto la Meghillah di Ester mentre grandi e bambini, tutti in maschera, urlavano BUUU, facevano girare velocemente le cicale di legno e battevano i piedi sul pavimento della sinagoga ogni volta che veniva letto il nome del visir del re Assuero, quel Haman che voleva commettere genocidio del popolo ebraico.
Sono passati più o meno 2500 anni da allora eppure siamo ancora allo stesso punto, il popolo ebraico corre ancora il pericolo di essere sterminato dallo Haman di turno, il mostro iraniano che si incarna negli ayatollah, i maledetti preti iraniani tanto amati da una vile Europa. Con la caduta dello Shah Reza Pahlavi, nel 1979, la Persia non esiste più, è stata trasformata in Iran dal folle orco/ayatollah Khomeini, ed è ricominciato l’incubo del genocidio del popolo ebraico.
Da millenni non è passato secolo senza che qualcuno tentasse di sterminarci, è storia, secolo dopo secolo, qualcuno si è sempre levato contro gli ebrei nel tentativo di eliminarci, tutti, senza pietà e nell’indifferenza generale. Anche all’epoca di Ester, mentre gli ebrei si difendevano dal massacro e fuggivano per ritornare in Israele, la popolazione persiana guardava dall’altra parte. Il solito gioco delle tre scimmie, non vedo, non sento , non parlo, che ci ha perseguitati da sempre lasciandoci completamente soli a difenderci dai massacri.
Oggi nello stesso luogo in cui Ester e Mordechai hanno salvato il loro popolo, esiste un orologio che scandisce le ore che ci separano, secondo gli ayatollah, dall’eliminazione di Israele. Oggi in quello stesso luogo, i due orchi vestiti di nero, Alì Khamenei, leader supremo, e Hassan Rouhani, presidente, hanno dato ordine ai pasdaran di costruire una base missilistica vicino a Damasco, dopo aver urlato a mezzo mondo che Tel Aviv sarebbe stata spazzata via, e con Tel Aviv tutta Israele.
Il mezzo mondo che ha sentito le minacce, che ha saputo dei missili puntati su Israele, ha detto qualcosa? Le due vestali dei preti iraniani, Federica Mogherini e Emma Bonino, hanno proferito parola? Qualcuno ha condannato quei macellai che passano il tempo a minacciare di morte gli ebrei di Israele?
Non ho sentito niente, Mogherini tace come sempre di fronte alle nefandezze islamiche, Bonino pensa a piùEuropa e mi chiedo se si rende conto che presto sarà piùislam, probabilmente si ed è per questo che sia lei che Mogherini fanno periodicamente la “prova-velo”. Innamorate delle dittature teocratiche.
Il Papa? Lui tesse i rapporti di fratellanza con i mostri generati dall’islam.
Un silenzio orribile, mostruoso, disumano, lo stesso silenzio che ha accompagnato la Shoah, che ha scavato le fosse comuni, che ha costruito i forni. Lo stesso silenzio che ha visto, indifferente, il fumo misto a fuliggine alzarsi dai camini.

Israele però ha detto MAI PIU’. Un drone israeliano ha scoperto le installazioni di missili pronti a colpire Israele, Netanyahu e Trump continuano a chiedere all’Europa di svegliarsi ma non accade niente, si danno uno scossone solamente quando Israele va a bombardare qualche missile pericoloso, condannano lo stato ebraico, brutto cattivo che va a provocare, e poi ritornano nel loro sonno vigliacco.
Pensiamoci domenica quando andremo a votare, pensiamoci bene, dalla sorte di Israele dipenderà il destino d’Europa.
Non è che se un domani non ci fosse più lo stato ebraico, l’Italia e il resto dell’Occidente starebbero bene, ricordatevelo. L’Islam è qui, alle porte che aspetta, sta eseguendo diligentemente e silenziosamente, approfittando degli allocchi europei, la sostituzione della popolazione, europei che scappano, musulmani che arrivano, poi, al momento giusto, sferrerà il colpo finale.
Eppure, anche se incomprensibilmente per ogni essere dotato di cervello e cuore, pare che l’odio per Israele sia più forte di tutto. Supera ogni cosa, annulla le preoccupazioni di guerre mondiali, dimentica la minaccia del terrorismo, ignora i massacri di cristiani e di kurdi, le invasioni in atto. Niente è così importante come odiare Israele e, da un annetto, anche Trump e la sua America. I due demoni degli europei, Netanyahu e Donald Trump. Le minacce iraniane cadono vergognosamente nel vuoto delle teste dei responsabili politici. I massacri di Erdogan lasciano indifferenti, sta bombardando i cristiani ad Afrin ma tutto tace anche dalle parti del Vaticano.
I mostri che l’islam ha generato hanno ridotto il Medio Oriente in un enorme cimitero mentre i politici europei e il Papa fanno loro i salamelecchi. Abbiamo solo un mezzo per salvarci, lo dico sempre, abbiamo il voto e dobbiamo pensare molto bene domenica, il momento è grave e molto serio.

Israele ha detto MAI PIU’ e mai più sarà, questo è certo! Facciamo in modo che anche l’Italia dica no ai genocidi presenti e futuri, che dica no alla fuga della sua gente. Pensiamo all’Italia di Michelangelo, non a quella di Beppe Grillo o delle teste velate di Mogherini e Bonino. Facciamo partire proprio dall’Italia, pensando al coraggio di Israele, un’Europa migliore, più coraggiosa, dove nessuno più possa essere tanto vigliacco da urlare a quelli che la difendono “Maledetti, dovete morire tutti”. Difendiamo la democrazia, la vita, la cultura, il futuro dei nostri figli e facciamolo con un voto consapevole.