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Conferenza OIC. Abu Mazen messo all’angolo dal riconoscimento “de facto” di Israele

Alla conferenza dei paesi islamici che si è tenuta ad Istanbul per discutere sul riconoscimento USA di Gerusalemme capitale di Israele, è successo di tutto e di più, ma alla fine non è successo nulla di quanto ci si aspettava.

Israele ha ricevuto dall’OIC un formale riconoscimento da quanti ancora oggi, per puro campanilismo spesso subito, non hanno rapporti diplomatici con Gerusalemme.

Chi è uscito sconfitto dalla riunione sono proprio quei paesi che la riunione l’hanno chiesta con urgenza, e cioè, Iran, Turchia e Qatar e lo stesso Abu Mazen, che ha avuto una reazione scomposta che non è piaciuta a nessuno, perché alla fine la OIC invoca i confini esistenti prima della guerra del 1967, quasi a significare che gli arabi palestinesi in fin dei conti sono “giordani” e che il popolo palestinese mussulmano inventato da Yasser Arafat non esiste come entità culturale, politica, sociale e geografica.
Confermando di fatto quanto afferma, secondo il sito di informazione Lemondejuif,  il leader del partito della libertà, Geert Wilder, che  espone l’equazione “Palestina=Giordania” e “Amman est capitale della Palestina”.

Una logica politica e geografica che tiene conto della verità storica del problema mediorientale da tutto manipolato per interessi che vanno dai petrodollari alle grandi commesse dei paesi islamici, non solo arabi. Sembra quasi che la maggior parte dei paesi mussulmani, stanchi degli arabi palestinesi, abbiano compreso che tutto sommato che la supposta causa palestinese alla fine non è una non causa e che si siano resi conto che il popolo arabo palestinese, inventato dopo la guerra del 1967, ha più di una casa, ovvero, la Giordania, l’Egitto, la Siria e il Libano.

Si tratta infatti di genti provenienti da questi paesi e che non hanno alcun legame storico, culturale, politico e geografico con la terra di Israele.

Abu Mazen, colomba in occidente e falco e istigatore di odio verso Israele in casa, vedasi l’insegnamento scolastico che presenta la palestina dal Libano all’Egitto, dal mare alla Giordania, come terra araba, ora è all’angolo e ha minacciato che “”se non ci sarà uno stato palestinese lungo i confini del giugno 1967 con Gerusalemme come capitale, non ci sarà pace nella regione, nei territori o nel mondo” e che disconosce gli USA come parte del negoziato aggiungendo che sono di fatto decaduti gli accordi di OSLO.

Uscire dall’angolo in cui si è cacciato sarà difficile anche perchè finalmente ha detto chiaramente ai governi occidentali, che questa volta non possono far finta di non aver sentito e capito, quale è il suo unico vero fine, ovvero, la cacciata degli ebrei dalla terra di Israele.

La Turchia, l’Iran, il Qatar e quanti del mondo islamico parlano ed intervengono sulla questione di Gerusalemme, continueranno, alemo a parole, a seguirlo e mettere mano al portafogli per garantire agli arabi palestinesi la sopravvivenza se venissero meno le forniture ed i servizi israeliani?