- Osservatorio Sicilia/Mondo e Dintorni - http://www.osservatorio-sicilia.it -

Sicilia. La Regione è debitrice … l’INPS trattiene gli stipendi degli ASU

Circa seimila precari (ASU) sono ostaggi della burocrazia e molto probabilmente degli errori commessi da funzionari regionali e/o dell’INPS.

La vicenda, qualora ce ne fosse bisogno, conferma ancora una volta i problemi di una burocrazia farraginosa e napoleonica, che stritola tutto.

I fatti. Dal 2009 l’INPS ha pagato in anticipazione per conto della Regione Siciliana gli stipendi  dei precari siciliani (ASU) circa seimila in tutta la Sicilia, senza che l’INPS stessa provvedesse, come si ha scoperto ieri Rosario Greco, Coordinatore dei Precari Sicilia Confintesa, nel corso di una audizione in Commissione Lavoro della Regione a cui hanno partecipato deputati della Commissione Finanze, a quantificare l’effettivo credito vantato.

Nel corso degli anni quindi, si sarebbe accumulato un credito di qualche milione di euro, si parla di 3/4 milioni,  nei confronti della Regione Siciliana, senza che, e questo scoperto da Greco, l’INPS avesse mai avanzato richiesta di saldo alla Regione che da parte sua, da buon debitore, aspettava … solleciti.

Ora i nodi sono venuti al pettine e con un atto unilaterale che penalizza fortemente e pesantemente i lavoratori precari che sono senza stipendio, l’INPS ha deciso di trattenere come anticipazione del credito vantato dalla Regione, i versamenti da questa ultima fatta per gli stipendi dei precari.

I lavoratori, attraverso il sindacato hanno presentato una denuncia alla Procura mentre la Regione, per evitare un vero e proprio blocco dei trasferimenti  in attesa di una eventuale decisione del Tribunale, ha deciso di non attivare procedure giudiziarie preferendo  coordinarsi con l’INPS per verificare l’effettivo debito nei confronti dell’Istituto.

Secondo il coordinatore Greco, la questione potrebbe sbloccarsi in poco tempo solo se lo strumento finanziario della Regione fosse approvato in tempi brevi, ma, le avvisagli politiche fanno capire che questa approvazione non avverrà tanto presto.

E i precari, che già vivono in una condizione psicologica “precaria” ora si trovano a pagare anche possibili errori dell’ente Regione e/o dell’INPS.